Caria è più “Deciso” San Paolo in trionfo

Contatto contestato alla prima curva, vittoria e “baruffe”

Ùn duello di fantini ha deciso il 50esimo Palio di San Giorgio. “Tremendo” è stato... più “Deciso”, riuscendo a passare alla prima curva con una scorrettezza sull’avversario, secondo i contradaioli di Santo Spirito, o grazie alla grande voglia di vincere, stando la sua versione di fine gara, e da lì i colori bianconeri si sono involati verso la conquista del quarto Palio per la contrada dell’Aquila su ruota. Una doppietta di giornata per San Paolo, considerando la marcia trionfale della favoritissima Elena Bonafé tra le putte, con appunto il plus degli scontri per lo più verbali in campo e fuori, e l’intervento della sicurezza a dividere le fazioni. La corsa dei cavalli sta tutta in questo episodio, per il quale c’è chi ha invocato il Var alla prima curva, quella spesso decisiva, e chi invece ha sepolto tutto sotto la frase tombale «questo è il Palio».

Il trionfo di Francesco Caria detto “Tremendo” su Preziosa Penelope, ha avuto un lungo prologo nella fase di mossa che ha pure visto il fuori programma della rottura di un canapo, arrivata non certo come un fulmine a ciel sereno viste le condizioni della grossa fune, già vistosamente incerottata al momento della stesa. Niente di sorprendente, invece, nelle manfrine dei fantini per spuntare una posizione migliore di quella riservata loro in sorte, con Enrico Bruschelli “Bellocchio” uscito di rincorsa e corteggiatissimo prima del via da parte di tutti gli altri favoriti, in vista dell’ingresso nei canapi che spesso determina la corsa. Non è stato così questa volta, dopo la canonica falsa partenza e lo «smontate dai cavalli» ordinato dal mossiere Davide Busatti al momento della rottura del canapo, che Walter Pusceddu ha sfruttato per un cambio al volo dei pantaloni. A proposito del mossiere, alla seconda esperienza in piazza Ariostea, ha dato dimostrazione di estrema calma (anche troppa, ha commentato qualcuno) e ha portato a casa la corsa senza ammonizioni. Poi, che le posizioni di partenza non abbiamo rispettato il sorteggio, può rivelarsi alla fine un dettaglio, se è vero che ha trionfato San Paolo partito non alla corda come invece avrebbe dovuto essere.


La partenza data per buona è scattata alle 19.30 ed è subito duello tra Caria e Simone Mereu, detto “Deciso”, con l’inserimento iniziale di Andrea Chessa su Tempesta da Clodia, per San Giorgio. Già alla prima curva, appunto, il colpo “Tremendo”, una gomitata come dice lui o meglio una tirata di giacca che ha lasciato “Deciso” indietro quel metro sufficiente a far passare Preziosa Penelope. Da lì Caria è stato molto bravo a gestire un vantaggio mai rassicurante, incalzato sempre da Tiepolo in mano a Mereu e nell’ultimo giro anche da Spartaco da Clodia, condotto da Adrian Topalli per San Benedetto. I petardi finali hanno salutato Caria con il pugno alzato in segno di trionfo, lasciando dietro anche uno dei principali favoriti, Bomario da Clodia per San Giovanni, molto nervoso e “morsicatore” ai canapi.

«È il mio secondo trionfo a Ferrara, ho vinto perché lo volevo con tutte le mie forze - è stato il suo commento, prima di essere travolto dagli ultras bianconeri, mentre un cavallo scosso in pista rischiava di travolgere qualcuno - Dedico la vittoria a mia moglie Daniela, che mi sopporta, e al mio figlioccio. Siena? Adesso non ci penso, mi godo la vittoria». Il manipolo trionfante di San Paolo per uscire dalla pista è passato per la curva di Santo Spirito, quella del “fattaccio”, ed è stato sommerso da cori insultanti e pure da lanci di bottiglia, secondo i bianconeri, tra i quali c’è stato chi ha reagito in maniera piuttosto forte. Gli animi si sono però calmati prima del giro d’onore e alla fine il trionfo in piazza per tutti i vincitori è stata una festa, come da copione.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA