Ferraresi (M5s) lavora all’impeachment: si provi

Balboni (Fdi) il più duro: Mattarella, cose mai viste. Tomasi (Lega): serve calma La difesa del Presidente da parte dei dem Marattin e Calvano: impeccabile

Se fosse per loro, il presidente Sergio Mattarella andrebbe effettivamente “processato” per attentato alla Costituzione. I due parlamentari ferraresi delle forze politiche schierate per l’impeachment, Vittorio Ferraresi (M5s) e Alberto Balboni (FdI), sono tra gli esperti giuridici dei rispettivi gruppi parlamentari e potrebbero avere un ruolo non solo di meri esecutori in una procedura peraltro ancora tutta da impostare; il più netto ad accusare il capo dello Stato, tra l’altro, è il senatore Fdi. A difendere Mattarella i dem ferraresi, dal deputato Luigi Marattin al consigliere regionale Paolo Calvano.

Ferraresi, capogruppo designato M5s nella Commissione giustizia della Camera, ha passato la giornata a studiarsi le carte. «L’opzione di parlamentarizzare questa crisi è sul tavolo, si tratterebbe di un messaggio forte dal punto di vista politico anche se ormai la frittata del governo è fatta - è il suo ragionamento - Si tratterebbe di richiamare gli articoli 1 (la rappresentanza spetta al popolo) e 92 (le prerogative del premier) della Costituzione, e la procedura dell’impeachment è molto complicata, comprendendo una istruttoria nelle giunte per le autorizzazioni di Camera e Senato, per terminare alla Corte costituzionale allargata. Mi auguro comunque che la soluzione parlamentare sia tentata». Balboni, che della Giunta per le autorizzazioni potrebbe tornare a far parte, è scatenato: «Se si metterà in votazione l’impeachment, io lo voterò. Mai nella storia della Repubblica si è visto un ministro respinto per le idee scritte in un libro. Sarebbe andato al governo per applicarle? È tutto da vedere, in ogni caso per me Mattarella è andato oltre le sue prerogative - dice l’avvocato - Per tacere del grande regalo fatto a Salvini».


Secca la difesa di Marattin, «il rispetto per la cosa pubblica. Il rifiuto della cialtronaggine e dell’irresponsabilità. L’amore per un paese i cui conti sono troppo a lungo stati sfasciati nei decenni scorsi. Grazie Presidente Mattarella». Per Calvano «il presidente della Repubblica ha esercitato in modo impeccabile le proprie prerogative, è successo in altre fasi della storia di questo Paese e nessuno è arrivato a usare le parole di Di Maio e Salvini».

In casa leghista si va da «non esprimo giudizi prima di aver studiato le carte, in questo momento siamo molto arrabbiati ma ci vuole calma», della deputata Maura Tomasi, avvocato; alle invettive del capogruppo regionale Alan Fabbri. «Mattarella votato dal Pd affonda la democrazia... oggi hanno ucciso la democrazia!» e poi «ha sostenuto di aver rifiutato Savona per tutelare i risparmiatori ma dov’era mentre il governo Renzi metteva le mani nelle tasche degli italiani vittime dei crac bancari?». (s.c.)

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