Palio, rischio sanzioni per San Paolo e Caria

Omologato il risultato dei cavalli, ma la trattenuta alla prima curva può costare. Di Brindisi: il regolamento va applicato. I vincitori: il nostro fantino si è difeso

Il Palio 2018 va a San Paolo, tra le polemiche

FERRARA. Il Palio a San Paolo non lo toglie nessuno, e questo era chiaro già nel dopo-corsa, il cui regolare svolgimento è stato contestato da Santo Spirito per la trattenuta, evidente, del vincitore Francesco Caria ai danni del fantino della Granata svampante, Simone Mereu. Il ricorso sulla gara va presentato entro un’ora al Magistrato dei savi, e Santo Spirito non l’ha fatto, «ci siamo molto arrabbiati da subito ma solo durante la serata sono arrivate foto e video inequivocabili su quanto successo» dice Gabriele Mantovani, massaro della contrada arrivata comunque seconda al Palio di San Giorgio. Nelle foto si vede in effetti con chiarezza il contatto alla prima curva, proprio quella di Santo Spirito, quando i due fantini erano praticamente affiancati: quelle frontali immortalano la mano di Caria sulla spalla di Mereu, ma è l’immagine tratta da un video che mostra da dietro i due, con la giubba gialloverde che si allunga tra le dita di “Tremendo”. Una mossa che sembra proprio infrangere il regolamento della corsa, e, come dice il presidente dell’Ente Palio, Stefano Di Brindisi, «se c’è un regolamento sono dell’idea che vada rispettato in tutte le sue parti. Tocca agli organi competenti prendere le decisioni». La procedura prevede che il Magistrato dei savi, la prossima settimana, stili il verbale della corsa e nel caso appunto di violazioni, lo invii all’Organo di giustizia, al quale spettano le sanzioni. “Tremendo” rischia una squalifica fino ad un anno e San Paolo un’ammenda fino a 500 euro. Ma tutto finirà lì.

Palio 2018: la corsa delle asine è rossoverde

E i momenti di tensione del dopo corsa con pesanti cori di Santo Spirito, il lancio di bottigliette contro i festanti bianconeri («una sola bottiglia, e mezza vuota» precisa Mantovani) e la reazione furente di questi ultimi? «Per fortuna nessuno si è fatto male, anche se una bottiglia ha sfiorato un nostro ragazzo - tiene il punto Pier Paolo Perazzolo, presidente di San Paolo - ma di certo non ci ha fatto piacere quanto successo nel dopo corsa». A quanto si è capito la reazione bianconera sarebbe stata condizionata dal fatto che pochi avevano capito i motivi delle proteste di Santo Spirito («io stesso non sapevo nulla, volevo solo andare a festeggiare» aggiunge Perazzolo), poi però è stato necessario l’intervento della security per impedire contatti tra le due fazioni, peraltro non divise da rivalità storiche.

Niente può in ogni caso rovinare la festa di San Paolo, che ha fatto doppietta grazie alla netta vittoria della putta Elena Bonafè: «Abbiamo festeggiato tutta notte, è stata davvero una grande giornata - si rilassa il presidente - Bonafè ha un altro anno da putta, speriamo proprio voglia spenderlo ancora con noi. I cavalli? Ho parlato con il nostro fantino, mi ha spiegato che il cavallo di Santo Spirito lo stava sbattendo contro la staccionata e lui ha reagito così perché aveva paura di essere disarcionato. Nelle foto si vede come il muso di Tiepolo sia puntato alla staccionata. Posso assicurare che non c’erano ordini di scuderia al nostro fantino, del tipo “vinci a ogni costo”. In ogni caso la nostra Preziosa Penelope è davvero una cavalla formidabile, non dimentichiamo che nel 2016 ha vinto a Siena e poi è stata scartata per manifesta superiorità». Qualche scambio di “complimenti” anche dopo la gara dei putti, vinta dal copparese Thomas Arquà per San Giacomo, a lungo inseguito anche da San Luca, che non l’ha presa bene. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA