Non c’è solo lo Scalone, Ferrara si sveglia sporca

Viaggio all’alba nel centro con gli operatori impegnati a pulire e disinfettare. «Bottiglie, rifiuti, vomito, escrementi: dobbiamo avere uno stomaco forte»

Ferrara si sveglia sporca

FERRARA. Non c’è solo lo Scalone di piazza Municipale. Il centro storico di Ferrara si trasforma al termine della notte brava ad alto tasso alcolico in una sorta di cloaca a cielo aperto. Ne sanno qualcosa gli operatori ecologici che durante la notte e le prime ore del mattino sono impegnati a raccogliere quel che resta di bevute e libagioni. La maleducazione è davvero forte, perché il piacere di una bevuta da soli o in compagnia nel centro storico non si deve per forza trasformare in un rito di maleducazione collettiva che deturpa la città e mette a dura prova anche gli stomaci più forti. Vomito, escrementi, urina, fanno da cornice ad alcuni dei bivacchi preferite da questi incivili bevitori. Non meraviglia quindi anche l’uso del getto idropulente con sostanza disinfettante per rimettere in ordine la città dopo la calata notturna dei soliti barbari avvinazzati. Ascoltando le voci degli operatori, si ricava una mappa dei luoghi maggiormente colpiti da questa minaccia alcolica che soprattutto ai giovani di una volta fa venire alla mente il mitico Superciuk, personaggio dei fumetti di Alan Ford.

Molte le bottiglie abbandonate su scalini e marciapiedi, che vengono raccolte, tali da riempire interi cassonetti. È significativo vedere quando passa il raccoglitore del vetro, il fragoroso rumore perpetrato dai cassonetti che si svuotano, qualcuno evidentemente nella notte aveva molta sete. Incrociando l’addetto al getto idropulente della Coop Brodolini, una delle principali aziende incaricate per conto di Hera della pulizia del centro storico, si capisce subito quali sono i punti neri. E anche il lavoro sempre più gravoso, a spese della collettività, che li aspetta.
Torre della Vittoria.
«Uno crede - premette - che il problema sia solo legato allo scalone di piazza Municipale, in realtà quello è solo uno dei punti nei quali dobbiamo lavorare per rimettere le cose a poste. Anche i gradini della Torre della Vittoria sono oggetto di bivacchi e abbandoni non proprio odorosi. Siamo costretti a pulire bene perché ci passa tantissima gente in transito e anche per rispetto di quanto questo monumento rappresenta, in omaggio ai caduti di tutte le guerre. A volte occorre anche ripassare».
Galleria Matteotti.
Tra i luoghi più sporchi che si trovano al mattino che mettono a dura prova gli sforzi degli operatori ecologici c’è Galleria Matteotti, il cui fondo pavimentale bianco evidenzia maggiormente lo sporco. «Qui ci sono addirittura quattro aperture - spiega l’addetto alla pulizia - quella maggiormente sporca è quella sul lato di San Romano, ma anche su piazza Gobetti non si scherza. Nonostante la presenza di cestini e raccoglitori per i rifiuti in grande quantità soprattutto in via don Minzoni, la gente non si rassegna ad abbandonare vetri e sporcizia a terra». «Sono passati tanti anni - dichiara un’operatrice che raccoglie mozziconi e rifiuti - ma ancora non mi sono abituata a questo schifo. Ci vuole uno stomaco forte, che ancora non ho».

Chiesa di San Paolo.
Il cantiere davanti alla facciata del duomo che ne inibisce il bivacco sulla scalinata e sul sagrato, ha fatto spostare i gruppi dei “santi bevitori”, quelli cioè più legati al ritrovo adiacenti ad edifici religiosi davanti alla chiesa di San Paolo in piazzetta Schiatti, all’angolo con corso Porta Reno. «Ogni mattina - commenta un’altra operatrice intenta a fare pulizia - sugli scalini della chiesa troviamo molte bottiglie, lattine e bicchieri di plastica. Questo è diventato alla notte uno dei luoghi dove lasciano una grande quantità di rifiuti abbandonati, soprattutto durante le serate della movida e nei fine settimana».
Vicolo dei Teatini.
Anche dopo la pulizia il passaggio in vicolo dei Teatini lascia trasparire un bivacco continuo nella notte. L’odore di urina anche a metà mattinata è persistente, anche perché non sempre si arriva a disinfettare.
Via Adelardi.
Anche qui la strada si trasforma in un gabinetto a cielo aperto, ne sanno qualcosa le donne delle pulizie del duomo che devono intervenire ogni mattina nella zona d’ingresso della sacrestia per rimuovere gli scarichi corporei.
Fuori piazza.
Alcune zone fuori piazza sono oggetto di cure di pulizia straordinaria, soprattutto in via Carlo Mayr, via Savonarola, via San Romano e piazza Ariostea, piazza Travaglio, dove si concentrano alcune compagnie che poi hanno il vizio di non pulire quanto hanno lasciato a terra o in strada.