Social, regali e “rispetto” le nuove regole dell’Asl

Il nuovo Codice è stato approvato pochi giorni fa e fissa i paletti per i dipendenti. Punibili commenti e immagini “lesive”. In azienda ammessi solo doni di cortesia

FERRARA. Attenzione all’uso dei social. Un commento che potrebbe essere inteso come lesivo dell’immagine dell’Asl potrebbe portare il dipendente davanti all’Ufficio Procedimenti Disciplinari. Ma attenzione anche ai regali e ai “consigli”che non sono ammessi. Si chiama “Codice di comportamento del personale operante presso l’Azienda Usl di Ferrara” ed è il nuovo riferimento per la condotta in azienda dei 2. 676 dipendenti di via Cassoli.

Il documento è stato approvato la scorsa settimana ed è il frutto di una procedura avviata a livello regionale: in questo modo l’Emilia Romagna ha uniformato i codici di comportamento delle aziende sanitarie locali accorpando tutte le norme che regolano gli aspetti legati alla responsabilità del dipendente nei con fronti della struttura sanitaria. Il tutto dopo aver avviato una consultazione pubblica a livello regionale e anche locale.


Il risultato sono le 35 pagine che recepiscono normative recenti, come i precetti della legge anticorruzione, e assorbono alcuni articoli del vecchio codice.

Una delle prescrizioni che ha assunto particolare importanza negli ultimi anni con l’esplosione dei social media riguarda la libertà del dipendente di «rendere pubblici con qualsiasi mezzo, compresi il web, i social network, i blog, i forum, commenti, informazioni e/o foto, video, audio che possano ledere l’immagine dell’azienda, l’onorabilità dei colleghi, nonché la riservatezza o la dignità delle persone e in particolare dei pazienti».



Un modo per limitare l’uso improprio di internet, considerato troppo spesso un porto franco dove non è ammessa la possibilità di “contenere” la libertà di espressione mentre si tratta di un diritto sottoposto a precisi limiti che non vengono affatto ignorati dal codice penale. Un altro obbligo, contemplato dall’articolo 11 del testo, disciplina i rapporti con il pubblico e i mezzi di informazione: sono proibite le «dichiarazioni pubbliche offensive nei confronti dell’azienda e dei colleghi (la parte sui colleghi è stata aggiunta rispetto alla versione precedente del codice, che risale al 2014, ndr)», fatta salva l’attività legata alla tutela dei diritti sindacali. Nel rapporto con gli organi di informazione «particolare attenzione» deve essere posta «alla tutela la riservatezza e del diritto delle persone» e «al diritto alla protezione dei dati personali».

Il capitolo relativo ai regali è stato leggermente ritoccato rispetto ai limiti fissati nel Codice del 2014: si possono accettare, per sè o per altri, regali o altre utilità solo se «di modico valore» nell’ambito delle «normali relazioni di cortesia o in occasione delle festività» e il loro valore non può superare i 150 euro (100 nella versione precedente). Di «valore trascurabile» e «collegabili all’attività espletata dal medico o dal farmacista» devono essere anche i regali accettati dalle case farmaceutiche: massimo 20 euro l’anno.

L’ordine cronologico delle prenotazioni e i criteri di priorità fissati per le liste d’attesa non possono essere condizionati dall’attività libero-professionale e i pazienti non possono essere «sviati» verso questo ambito a scapito «dell’attività istituzionale». Nessuna sperimentazione o studio clinico potrà essere avviato «senza il nullaosta» del direttore generale, inoltre in caso di decesso i dipendenti «non suggeriscono ai parenti del deceduto alcuna specifica impresa di onoranze funebri». 

Gioele Caccia