Il calcio unisce sempre più i paesi di Terre del Reno

Mirabello e San Carlo danno vita a una sola società con il nome del Comune. Lodi: ulteriore passo avanti per la coesione del territorio 

Mirabello da Comune a frazione si racconta

MIRABELLO. Con le passeggiate per conoscere il territorio e con il calcio prosegue l’integrazione tra Mirabello, San Carlo, Sant’Agostino e Dosso sancita dall’inizio del 2017 con la fusione nell’unico Comune di Terre del Reno. Lo ha annunciato il sondaco Roberto Lodi, spiegando che nascerà una sola società di calcio tra Mirabello e San Carlo, nel corso dell’incontro “Un caffè con La Nuova”, che si è svolto mercoledì pomeriggio nel centro ricreativo culturale Mira-Bello. Luca Traini, direttore della Nuova, ha aperto l’iniziativa spiegando che lo scopo di questi incontri è quello di conoscere direttamente la laboriosità dei piccoli centri e intercettare quelle notizie e quelle attività che non sempre finiscono tra sulle pagine del giornale. Quindi l’annuncio del sindaco di Terre del Reno: «Si ragionava da tempo - ha spiegato il primo cittadino Roberto Lodi - sulla possibile nascita di una società di calcio, con una fusione tra San Carlo e Mirabello, per dar vita ad una nuova società che parteciperebbe ai campionati con il nome di Terre del Reno. Quella che era una voce che circolava da tempo in queste ore ha avuto uno sviluppo molto concreto. Se c’è questa volontà significa che i ragazzi in campo, sotto il nome di Terre del Reno, cominciano subito ad entrare nell’ottica del territorio unico, nato dalla fusione, ed è un passo avanti per la coesione di questo nuovo territorio».

A suo tempo la fusione dell’ex Comune di Mirabello con quello di Sant’Agostino, per dar vita a Terre del Reno, nel referendum è passata con un margine risicato e qualche strascico ha lasciato nella popolazione mirabellese. «La fascia di età - ha spiegato Giancarlo Pincelli presidente del Centro Sociale - che nel 1959 ha vissuto lo scorporo da Sant’Agostino di Mirabello, che diventò Comune, ora non vive bene il fatto che si sia ritornati a come eravamo quasi 60 anni fa. Servono pazienza e perseveranza per arrivare a superare le barriere dei campanili». Un aiuto dovrebbe arrivare dalle associazioni che già hanno avuto i primi rapporti con quelle degli altri centri di Terre del Reno.

«Come Pro Loco - ha ricordato la presidente Barbara Donati - siamo nati per reagire al danno e alla voglia di abbandonare il paese che aveva creato l’arrivo del terremoto. Vogliamo promuovere il territorio, e farci conoscere, e ci stiamo provando con una serie di iniziative dove primeggia la sagra della cotoletta realizzata secondo le ricette delle nostre nonne. Abbiamo cominciato a conoscere anche i componenti delle altre associazioni del territorio comunale e questo aiuterà ad ampliare le collaborazioni pur mantenendo ognuno le proprie specificità».

Come in tutti i piccoli centri è forte il senso di solidarietà verso il prossimo e il desiderio di fare del bene.

«Siamo nati - ha rimarcato Cristiano Rubini presidente dell’associazione Friz e Magna - nel 2010 per aiutare la scuola Media a creare un’aula di informatica, Ci siamo messi in piazza a friggere calamaretti e pesce. Ora siamo arrivati che organizziamo la festa della birra e “cicciolo bello” una manifestazione che, ricordando come il nostro territorio sia legato all’epoca della civiltà contadina, vede in gara 85 paiolisti, provenienti da cinque province, impegnati nel realizzare in diretta i ciccioli. La nostra regola è che tutto il ricavato deve essere destinato in beneficenza».

L’aspetto culturale non viene dimenticato come ha affermato la presidente del Centro turistico giovanile Dilva Bellei: «Siamo tutti di età avanzata ma lo spirito è giovanile. Ci occupiamo di cultura, visite a mostre, viaggi, conferenze, presentazioni di libri e ogni anno organizziamo un visita a Ferrara, con guida, per imparare a conoscere bene i monumenti della nostra città».

Le attività non mancano ed in ognuna è sempre presenta un attenzione particolare verso gli anziani e i bimbi.