Assicoop, funziona la fusione “estense” Ferrara cresce di più

Il colosso coop da anni gestisce le due province insieme Anomalie meteo e caso Carife hanno ampliato il mercato 

Assicoop è stata una delle prime aziende a sperimentare, già nel 2011, la fusione tra Modena e Ferrara che oggi dilaga in ogni realtà della sfera economica, ed i risultati stanno dando ragione a chi ha ideato l’operazione. «In termini di mercato Modena vale circa i due terzi del budget aziendale, ma anche l’anno scorso Ferrara è cresciuta di più in termini di quote di mercato - è il calcolo di Andrea Benini, presidente di Legacoop Estense e vice di Assicoop Modena-Ferrara - Di certo situazioni come quelle di Carife nel Modenese hanno inciso poco e qui hanno aperto più di un mercato». Il punto su di un 2017 «più che positivo», come lo ha definito il presidente del colosso assicurativo, Milo Pacchioni, è stato fatto ieri pomeriggio al Teatro Nuovo, in un’assemblea-show stile americano, con presentatrice, musiche introduttive, cena finale in Castello e auto-applausi della platea composta dagli addetti Assicoop delle due province. Sono una sessantina i dipendenti e collaboratori impegnati nella nostra provincia, sulle 260 persone dell’aggregazione, con 65 sportelli, 9 filiali di Unipol Banca (Assicoop fa parte del gruppo Unipolsai), 220 contratti in portafoglio e oltre 102mila clienti.

«La leadership di Assicoop Modena&Ferrara sui territori estensi si conferma solida» ha premesso Pacchioni, pur annotando il forte aumento della concorrenza: oltre alle assicurazioni on line, c’è da mettere nel conto la forte crescita dei comparatori, tipo Segugio.it, soprattutto sull’Rc auto, punto dolente dei cooperatori estensi. Sullo sfondo si delinea poi l’irruzione sul mercato delle banche, «Intesa San Paolo ha messo nel suo piano di sviluppo triennale l’obiettivo di leadership nel ramo danni non auto, con la loro rete di sportelli e conoscenze partono da buone basi» ha fatto presente Pacchioni. La quota di mercato di Assicoop nel ramo danni è superiore al 12%, a livello delle due province, e pari a circa il 7% nei rami vita. I riferimenti sono evidentemente il mondo del lavoro, cooperazione, artigianato, commercio, piccole e medie aziende, professionisti, persone e famiglie. Negli ultimi anni, fa notare Benini, si è notata una crescita nella copertura dei danni meteo (grandine, bombe d’acqua), nel Ferrarese mirata soprattutto alla protezione delle imprese agricole.


Qualche altra considerazione è stata sviluppata a margine dei dati forniti dall’ad Franco Baraldi, «qualcosa di muove a livello economico anche nel settore in maggiore sofferenza, l’edilizia». Il budget aziendale è stato centrato perfettamente nel 2017, con ricavi complessivi a quota 20.103.000 e risultato netto di 1.918.000, pari al 9,86% dei ricavi. Al meeting è intervenuto anche Pier Luigi Stefanini, presidente del gruppo Unipol. (s.c.)

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