Nel Veneto in corso lo “screening”

Le alte concentrazioni di inquinanti che appartengono alla famiglia degli Pfas (sostanze perfluoroacriliche) riscontrate nel sangue dei residenti in una zona compresa tra le province di Padova,...

Le alte concentrazioni di inquinanti che appartengono alla famiglia degli Pfas (sostanze perfluoroacriliche) riscontrate nel sangue dei residenti in una zona compresa tra le province di Padova, Verona e Vicenza hanno fatto scattare nel Veneto uno screening sui residenti. L’indagine sanitaria è stata estesa alla fine dell’anno scorso e coinvolgerà a regime circa

500mila persone. Il primo nucleo della “zona rossa” era limitato a 300 mila residenti, ma alla fine del 2017 sono stati aggiunti all’area sotto osservazione i territori di altri comuni. Il monitoraggio prevede prelievi di sangue e plasmaferesi su base volontaria. Un’operazione che coinvolge anche il ministero, con un costo stimato di due milioni di euro: metà per il 2018, il resto fino al 2020. Responsabile della contaminazione è un’attività industriale della zona, che avrebbe compromesso le falde acquifere di una vasta porzione di territorio.