Crepe e incuria sui canali, i ponti sono trascurati

In giro per il centro storico con Manrico Mezzogori come "guida": troppe le situazioni critiche Preoccupano anche le condizioni della facciata di Palazzo Buonafede

Incuria a Comacchio, la visita guidata con Manrico Mezzogori

COMACCHIO. «I ponti sono l’oro di Comacchio». Esordisce così Manrico Mezzogori, prima di una passeggiata tra i canali che caratterizzano la città lagunare. E proprio sulla mancata manutenzione dei ponti e dei canali punta il dito: «Il Comune da troppo tempo non effettua la necessaria manutenzione sui ponti e sulle sponde dei canali».

È di pochi giorni fa la notizia del cedimento dell’argine del canale che affianca via dei Muratori a Comacchio. Per il crollo, che ha creato non poco scalpore in città, il Comune è dovuto intervenire con un provvedimento di somma urgenza per l’affidamento dell’incarico per il consolidamento e per il rifacimento della sponda del canale. Gesticola Mezzogori mentre indica su ogni ponte, da quello della chiesa del Carmine a quelli di via Cavour e via Buonafede, le crepe e i problemi che il passare del tempo ha creato. In molti punti le ferite sono evidenti, come sul ponte Pizzetti tra via Gramsci e la chiesa del Carmine. La spalla del ponte sta lentamente cedendo spostandosi verso l’esterno.



«In ogni ponte - prosegue Mezzogori - sarebbe bene che l’amministrazione, come ho più volte suggerito, mettesse delle targhette col nome del ponte stesso. Qui siamo sul ponte Pizzetti e nemmeno tanti comacchiesi lo sanno! Inoltre, non si può solo pensare alle grandi opere, a quelle che danno più visibilità all’esterno. La manutenzione va fatta, sia per preservare il nostro magnifico centro storico, sia per dare ai turisti un biglietto da visita il più bello possibile. A me pare che questa amministrazione pensi solamente alle maxi opere, si vedano ad esempio le proposte di ripristino del complesso di Sant’Agostino, e si dimentichi che i turisti vengono a Comacchio per i suoi monumenti: anche i dettagli sono importanti». Il giro prosegue con il ponte Pasqualone, che collega le due rive di via Cavour, che ha perso diverse delle pietre di cui è composto, fino ad arrivare a Palazzo Buonafede. E proprio sul palazzo Mezzogori conclude la sua invettiva: «Guardate palazzo Buonafede. Dubito che i turisti non vedano le condizioni in cui versa la facciata di questo monumento».

Filippo Rubin