Se nessuno si imbarazza...

Il commento del direttore Luca Traini

Imbarazzo è la parola che manca tra le centinaia utilizzate da politici ed amministratori ferraresi nel commentare l’arresto di Luca Parnasi. Che la riqualificazione del Palaspecchi passi per l’accordo con un immobiliarista che le carte dell’inchiesta romana dipingono come tangentista spregiudicato, modi spicci e tratti da cinepanettone sul generone capitolino, pare non sollecitare coscienza alcuna. Anzi. Maggioranza e opposizione si sono sovrapposte nel ringraziare il fato che ha fatto scoppiare la tempesta a progetto già avviato, che se fosse stato appena qualche mese fa, la complicata mediazione sarebbe naufragata, probabilmente per sempre.

Sindaco e assessori hanno tirato un sospiro di sollievo. I Cinque Stelle pure, uscendo allo scoperto come sostenitori del condominio monstre nell’area cariata degli Specchi. La Lega anche, rimangiandosi battaglie antiche e accuse lanciate a caldo, in nome di un’inedita forma di garantismo, misurata sul “garantisco io” tuittato dal capo. Forza Italia e Fratelli d’Italia non pervenuti. Da destra a sinistra nessuno che abbia sollevato la mille volte sbandierata questione morale. Sottolineo, morale.


Dagli atti di indagine oggi emerge un particolare nuovo, che lega gli affari sospetti di Parnasi agli affari di casa nostra. In piena campagna elettorale per le Politiche, l’immobiliarista dispose che i contributi ai partiti su cui si stanno concentrando gli inquirenti fossero elargiti attraverso Ferrara 2007, la società del Palaspecchi. Chissà che qualche imbarazzo cominci a manifestarsi. (l.t.)

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