Parnasi generoso coi partiti ma moroso con il Comune

Il doppio volto di Ferrara 2007 (ex PalaSpecchi) svelato dalle carte dell’inchiesta L’imprenditore voleva usarla per finanziare la politica ma non pagava Ici e Imu

Ferrara 2007, la società che ha conferito l’ex PalaSpecchi al Fondo Ferrara Social Housing, che sta attuando il piano di riqualificazione in corso in via Beethoven, deve al Comune quasi 10 anni di imposta sugli immobili. L’ultima tassa pagata risalirebbe al 2007, poi la società pur assicurando «collaborazione e correttezza» nei rapporti con l’amministrazione comunale, come hanno confermato ieri il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore Luca Vaccari, nel progetto che ha portato all’apertura del cantiere per l’edificazione di uno studentato e di alloggi Acer, ha iniziato a “saltare” tutti i bollettini dell’imposta.

Il richiamato vincolo della “privacy” sulla diffusione di questa informazione (vincolo comunicato anche ad un consigliere comunale che ha chiesto e ottenuto il dato “riservato”) ha impedito all’opinione pubblica di conoscere l’esatto importo del debito accumulato da Parnasi, che viene sommariamente stimato in meno di un milione di euro.


Ieri la Nuova ha scritto che in tutto il 2017 il Comune ha recuperato 775mila euro di Ici non versata: la regolarizzazione del debito ex PalaSpecchi (la pratica è sui tavoli di Equitalia, ma le possibilità di rientro sono legate al decollo della quota privata del piano immobiliare di rilancio) potrebbe quindi “sanare” una posizione che sembra avvicinarsi al valore rastrellato in un intero anno di lotta all’evasione Ici.

E allora suona come una beffa – se sarà confermata – la notizia emersa dalle carte dell’inchiesta romana sulla corruzione per il progetto dello stadio dell’As Roma, che Ferrara 2007 sarebbe stata indicata come società veicolo da utilizzare per finanziare i partiti proprio da Luca Parnasi, l’imprenditore che con una mano foraggerebbe i politici e con l’altra ha accumulato una morosità decennale con il comune estense. Ma non si tratta dell’unica anomalia: Parnasi non figura nell’assetto di controllo di Ferrara 2007, eppure la disposizione “a pagare” sembra rientrare tra le prerogative di un persona dotata di potere di comando. La società inoltre oggi risulta “inattiva” nelle visure della Camera di commercio. Il caso ha solleticato l’interesse del consigliere comunale Francesco Rendine (Gol), che chiede in una interpellanza se i finanziamenti dell’imprenditore sono stati versati anche al sindaco o altri iscritti del «partito che lo sostiene» e la pubblicazione sul sito municipale «di tutti gli aspetti relativi all’accordo col Comune sul Palazzo degli Specchi». (gi. ca.)



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