ALLARME COMMERCIO IN CITTà

Il commercio è il settore che più di ogni altro ha subito la crisi globale dell’ultimo decennio. Il crollo dei consumi ha avuto conseguenze pesanti a Ferrara soprattutto nel commercio al dettaglio...

Il commercio è il settore che più di ogni altro ha subito la crisi globale dell’ultimo decennio. Il crollo dei consumi ha avuto conseguenze pesanti a Ferrara soprattutto nel commercio al dettaglio con i piccoli negozi e le attività con pochi dipendenti che hanno dovuto fare i conti con il calo delle vendete e sono numerosi i casi di chiusure. Difficoltà che non hanno risparmiato nemmeno la grande distribuzione che ha portato ad un processo di concorrenza esasperata e anche qui a drastiche chiusure. L’ultima clamorosa serrata in ordine di tempo è quella di Euronics che dopo il trasferimento dal centro commerciale “Il Castello” a quello di “Darsena city”, chiude da domenica un’attività che era stata protagonista a Ferrara, andando a fare compagnia ad altre marche che hanno abbassato la saracinesca come “Ritmo Shoes” e ancora prima “EsteSport” tanto per citare alcune delle più conosciute. Da qui nasce un appello da parte delle associazioni di categoria del commercio ai consumatori perché aiutino il commercio di vicinato, un invito a compare ferrarese per salvaguardare i negozi dalle minaccia concorrenziale sempre più marcata di grandi gruppo italiani e stranieri e del commercio on line. Un commercio del centro storico e di vicinato che rischia di scomparire.

«La crisi dei consumi si sente eccome - dichiara Alessandro Osti, direttore di Confesercenti - e a rimetterci sono soprattutto i negozi di vicinato, quelli che hanno da 1 a un massimo di 5 dipendenti. Da anni proponiamo attività concrete e azioni politiche mirate per contrastare questo fenomeno della chiusura per crisi dei negozi. Sono scelte che deve fare sia il Governo a livello nazionale che le amministrazioni comunali a livello locale. Il guaio è che non sempre i piccoli negozi giocano ad armi pari con la concorrenza, le regole sembrano non uguali per tutti. Di questo passo il piccolo commercio rischia di indebolirsi enormemente. Spero che i consumatori prendano in considerazione anche l’ipotesi che queste drastiche chiusure rischiamo di far scomparire alla lunga in negozi di vicinato. Salvaguardare il commercio diventa una priorità per tutti, non solo per gli addetti ai lavori ma anche per l’intera città e gli stessi cittadini».


Giulio Felloni non nasconde il problema e suddivide la media del calo del 1,6% rilevato a livello regionale in uno 0 e virgola per la Gdo, mentre il commercio dei piccoli negozi sfiora un contrazione di vendite del 3%.

«Un fenomeno preoccupante - dice il presidente dell’Ascom - nonostante tutti gli sforzi che facciamo per salvaguardare il commercio nel centro storico e il negozio di vicinato. Sappiamo tutti il valore che hanno queste attività non solo dal lato qualitativo del commercio ma anche in termini di sicurezza e vivibilità in città. I dati della crisi sono impietosi e occorre un impegno corale non solo da parte delle istituzioni, ma anche dei cittadini per non perdere questo prezioso patrimonio della città. Per superare questa crisi serve anche uno sforzo maggiore da parte dei commercianti che oltre alla qualità devono mettere sul tavolo anche cortesia, competenza e quindi professionalitài».