La Corte dei conti “promuove” l’operazione Specchi

Archiviati gli esposti della Lega sulla fideiussione di Parnasi Secondo i magistrati contabili il Comune ci ha guadagnato

Nessun danno erariale, nessuna omissione d’atti d’ufficio, anzi. Anzi, verrebbe da dire, con un linguaggio molto diretto e incisivo che la stessa Lega usa da tempo senza troppi fronzoli semantici e in questo caso giuridici, il risultato è che Comune di Ferrara batte Lega, 2-0. La partita si giocava sul Palazzo degli Specchi, su diversi esposti che la stessa Lega aveva presentato alla Corte dei Conti in merito alla fidejussione da 6.8 milioni di euro che la società Ferrara 2007, che fa capo a Luca Parnasi (che oggi ha altri problemi rispetto il Palaspecchi) aveva sottoscritto a favore del Comune, come garanzia per la consegna del comando dei Vigili urbani, che deve essere realizzata nel nuovo complesso immobiliare che nascerà nell’aera e dalle armature rimaste del vecchio complesso. Esposti che - da quanto si apprende da fonti procura Corte dei Conti - sono stati archiviati dai magistrati contabili, dopo una attenta indagine da parte della guardia di Finanza di Ferrara, cui erano stati delegati tutti gli atti di controllo. Il motivo? Perché la procedura amministrativa seguita dal Comune di Ferrara è stata del tutto regolare, se non ineccepibile in tutti i suoi passaggi. E poi, in aggiunta, il Comune stesso ha ottenuto un guadagno in questa operazione.

Per rivedere alla moviola l’intera vicenda (o partita, visto che siamo in clima Mondiali). Era stata la stessa Lega ad infornare tutti gli organi di stampa ferraresi nella primavera 2017 della decisione di presentare esposti alla Corte dei Conti, contro il Comune: davanti a fotografi e taccuini, allora, il consigliere Giovanni Cavicchi e Nicola Naomo Lodi, da sempre contro il progetto di riqualificazione del Palaspecchi che sta andando a avanti, per il quale invece chiedeva una soluzione molto più “rasoterra”: la demolizione integrale, e non parziale come accaduto per far vivere il nuovo progetto. Le critiche mosse dalla Lega al Comune erano legate a questa fideiussione, una garanzia finanziaria che avrebbe costretto Parnasi, nel caso non avesse fatto fronte ai suoi impegni, il Comune ad incassare la cifra di 6.8 milioni di euro della garanzia.


Diversi passaggi sullo sfondo non erano molto chiari, e su questo la Lega puntava: ad esempio la banca d’appoggio della garanzia era una istituzione finanziaria di Gibilterra della quale la Lega chiedeva la sostituzione in una banca conosciuta o con Poste italiane. Inoltre visto che il comando vigili non era ancora costruito al 31 maggio 2017, cioè la scadenza, la Lega sollecitava il Comune all’obbligo della riscossione. In realtà la garanzia era attiva fino al gennaio 2018 e il Comune - questa la spiegazione dell’assessore Fusari, allora - intendeva non andare all’incasso perché l’accordo con Parnasi prevedeva altri termini: insomma, poiché il progetto di riqualificazione era partito, era assurdo cercare divergenze con i “soci” dell’operazione.

La Lega presentò l’esposto e il primo atto pubblico dell’indagine arrivò nel novembre 2017, quando Guardia di finanza e carabinieri si presentarono sullo Scalone del municipio e poi negli uffici comunali per acquisire documenti relativi alla fideiussione, al Palaspecchi e ai rapporti tra Comune e Parnasi. Un blitz degli inquirenti che venne reso pubblico dallo stesso sindaco Tagliani con una nota in cui si spiegava che erano stati fatti «accessi agli atti», acquisizione di carte sul piano di riqualificazione dell’area Palaspecchi, e quella famosa fideiussione. Le indagini dal punto di vista contabile sono andate avanti, hanno portato gli ispettori delle Fiamme gialle a svolgere le loro verifiche certosine, dopo aver avuto delega dalla Corte dei conti e dal procuratore capo Carlo Alberto Manfredi Selvaggi. Il quale dopo aver valutato i risultati delle indagini da parte dei finanzieri ferraresi ha archiviato tutto. Dunque, ora il Palaspecchi, ha la benedizione dei magistrati contabili e il Comune incornicia quel 2-0 che legittima ancor di più l’operazione di recupero dell’area.

Daniele Predieri

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