Homer è malinconico «Siamo in pochi ma andiamo avanti»

L’associazione intitolata a Simpson si trova in difficoltà  I volontari: sempre più difficile coinvolgere giovani

SANT’AGOSTINO. Si prosegue, nonostante le difficoltà. Nonostante si sia «sempre gli stessi da diverso tempo e, nonostante i nostri tentativi di coinvolgimento, non riusciamo a trovare giovani che siano interessati alla questione». Va avanti a Sant’Agostino l’attività dell’associazione Homer Simpson, come dimostra il via, lunedì 9 luglio, del “Cinestate di Homer”, il consueto appuntamento estivo con i film all’aperto.

mancato ricambio. «Siamo molto contenti – spiega il vicepresidente Paolo Garutti – di essere riusciti ad organizzare anche quest’anno questa manifestazione». Da qualche anno, però, l’associazione si trova in difficoltà per quanto riguarda il ricambio generazionale, fattore che ne ha da sempre caratterizzato la vita, consentendo ai vari consigli di amministrazione che si sono succeduti di avere sempre un buon numero di giovani vogliosi di organizzare manifestazioni, che hanno contribuito a rendere un paesino piccolo come Sant’Agostino un po’più vivo del solito. Questi giovani come “premio” per i loro sforzi hanno la concessione del Comune, ottenuta tramite un regolare bando, dell’utilizzo dello stabile di viale Europa, ora sede della Homer Simpson.


«Organizzare – prosegue Garutti – manifestazioni di qualunque tipo, richiede un numero di volontari e di tempo che è sempre più difficile avere quando si arriva alla soglia dei 30 anni. Sia per motivi di lavoro che di tempo, in quanto molte persone hanno oramai famiglie e bambini a cui badare. Solitamente, senza bisogno di chissà quali sforzi di coinvolgimento, chi aveva circa 20 anni si avvicinava spontaneamente all’associazione, specialmente per avere un luogo di ritrovo. Ora non è più così».

dai negramaro in giù. L’associazione nacque proprio per i giovani, per dar loro voce e spazi da poter utilizzare, lasciandoli liberi di organizzare manifestazioni. Col passare degli anni, gli eventi si sono sempre più rimpiccioliti. «Facciamo quello che possiamo – chiude Garutti – ma se pensiamo che nel 2004 vennero i Negramaro a Sant’Agostino, un po’di dispiacere per la situazione attuale penso sia normale provarlo». –

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