Mancano centinaia di operai per le campagne frutticole

Confagricoltura: gli studenti snobbano in campi, e gli stranieri non vengono Agenzie interinali mobilitate: la ricerca di personale arriva in Puglia e Campania

Caccia al bracciante stagionale. I frutticoltori ferraresi si ritrovano a corto di manodopera alla vigilia delle grandi campagne per la raccolte di pesche, mele e pere, al pari dei loro colleghi rodigini che hanno già lanciato un appello alla ricerca di 300 raccoglitori, si stanno muovendo per colmare questa lacuna. «Possiamo calcolare in qualche centinaio gli stagionali che le principali aziende frutticole del territorio non riescono a reperire - è il calcolo di Paolo Cavalcoli, direttore di Confagricoltura Ferrara - Gli studenti si offrono sempre meno per questo tipo di lavoro e i lavoratori stranieri, che negli anni scorsi hanno letteralmente salvato la nostra frutticoltura con la loro disponibilità per il periodo estivo, ormai scelgono altri Paesi». Il riferimento è in particolare ai polacchi che, assieme ai rumeni, per anni hanno costituito l’asse portante dei 2.500 stranieri utilizzati nelle nostre campagne estive.

Stranieri e ferraresi


Nel periodo più acuto della crisi economica si era registrata una ripresa della disponibilità dei lavoratori ferraresi all’impiego in frutticoltura, ma «negli ultimi 2-3 anni il problema della scarsa disponibilità di manodopera è tornato a farsi sentire - spiega ancora Cavalcoli - Il decreto flussi ormai ci rende disponibili una settantina di extracomunitari a stagione, africani e asiatici, i polacchi trovano lavoro anche a casa loro o in Germania e dal canale dei Centri per l’impiego, ai quali ci rivolgiamo in maniera prioritaria per quanto riguarda il mercato locale, arrivano poche disponibilità. Per questo motivo stiamo cercando altre soluzioni».

Si è partiti dallo scandagliare le principali agenzie di lavoro interinale presenti sul territorio, proponendosi di sfruttare la funzione di agenzia di collocamento privato più che quella di fornitura di lavoro in somministrazione. «Abbiamo dato loro indicazione di reperire manodopera anzitutto ferrarese, poi italiana e infine comunitaria - spiega il direttore di Confagricoltura - Ci risulta stiano scandagliando il mercato del lavoro nazionale, arrivando fino alla Puglia e alla Campania». Le associazioni agricole suggeriscono alle aziende di non cercare scorciatoie attraverso l’impiego di coop “spurie”, che forniscono braccianti con inquadramenti spesso di difficile leggibilità.

Orari e paghe

Di che tipo di lavoro stiamo parlando? Sicuramente duro dal punto di vista fisico, con caratteristiche importanti sotto il profilo della flessibilità. La campagna delle fragole, già conclusa, e quelle di drupacee e pere, si sviluppano sull’arco di due-tre mesi a otto ore al giorno di media. Un operatore specializzato, cioè con almeno 170 giornate di esperienza specifica alle spalle, viene pagato 9,50 euro all’ora, mentre se ci si presenta in azienda senza esperienze pregresse, si parte da una paga oraria di 7,50 euro.

Fino ad una decina di anni fa questo era uno degli impieghi stagionali più gettonati dagli studenti, assieme alla campagna saccarifera e al servizio in bar e ristoranti ai Lidi, ma ormai lavori del genere sono spariti dai radar di liceali e universitari. Ed evidentemente non rappresentano una valida alternativa per dei disoccupati.

S.C.

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