Lezioni trasferite alla Fiera, dagli studenti arriva uno stop

Ferrara, sovraffollamento a Biotecnologie, l’ateneo in cerca di soluzioni. Protesta in rettorato, ogni decisione sospesa in attesa di accordi con Tper 

FERRARA. Nessun trasferimento delle lezioni a Ferrara Fiere senza aver prima stipulato un accordo tra Unife e azienda trasporti Tper. Ha ottenuto l’esito sperato, l’intervento di un gruppo di studenti universitari al consiglio d’amministrazione d’Ateneo che era in programma ieri in Rettorato.

“Blitz” pacifico in Rettorato


Protagonisti della protesta, rappresentanti dell’associazione studentesca Link e ragazzi iscritti a Biotecnologie, il corso di laurea che da quest’anno è ad accesso libero e che ha registrato 1800 immatricolazioni, un vero boom che ha fatto saltare gli equilibri organizzativi e didattici. Saputa l’ipotesi di trasferire le lezioni di Biotecnologie - che attualmente si tengono al Dipartimento di Matematica -a Ferrara Fiera a partire da ottobre, gli studenti hanno compiuto un pacifico “blitz” in Rettorato per rivendicare le loro ragioni e la loro contrarietà ai capitoli trasporti e servizi.

L’accordo tra Unife e Ferrara Fiere prevederebbe infatti, spiega una nota di Link, non solo di attrezzare gli spazi con sedie, banchi e supporti video per le lezioni in streaming, ma anche un servizio di catering privato per bar e mensa. «Ciò non risolverebbe certo il problema della didattica, anzi costringerebbe 2000 studenti a spendere la giornata a Ferrara Fiere, appoggiandosi obbligatoriamente a servizi offerti dal gestore».

Le rivendicazioni degli studenti

Altro nodo, i trasporti, con un inevitabile sovraccarico delle linee a fronte del quale «a oggi esistono solo parole e buoni intenti, ma non è ancora pervenuto nessun preventivo di spesa o prospetto di sostenibilità da parte di Tper».

Da qui le rivendicazioni presentate a Rettore Zauli e Prorettore Gagliardo, a cominciare dalla richiesta di «valutare tutte le possibili alternative, ad esempio sfruttando teatri o cinema comunali», e proseguire con: maggior coinvolgimento degli studenti nelle decisioni, investimenti sul reclutamento di docenti, miglioramenti nella didattica (leggi: garantire le 12 ore di laboratorio, i tirocini e gli appelli) e evitare agli studenti le spese di trasporto, e garantire corse durante la pausa pranzo.

La risposta di Unife

«Abbiamo deciso di sospendere ogni decisione in attesa di avere risposte da parte di Tper - replica l’Ateneo estense assicurando pieno ascolto e dialogo con gli studenti - Unife ha a cuore i propri studenti e la qualità della didattica; al momento, al centro dell’attenzione, ci sono i servizi riguardanti i trasporti, gli alloggi e la ristorazione. Ricordiamo poi che il 28 giugno è stato siglato da Unife, Er.Go e Comune un protocollo d’intesa che prevede tavoli congiunti in presenza dei rappresentanti degli studenti in uno spirito partecipativo». —

Alessandra Mura

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