Niente reati di terrorismo Archiviato l’imprenditore vicino all’Is e poi espulso

Hidri Sajmir

Hidri Sajmir, 34 anni, ingegnere e titolare di Alba Costruzioni era stato rimpatriato poichè ritenuto molto pericoloso. Adesso il ricorso al Tar 

VIGARANO MAINARDA. Dal 10 agosto di due anni fa è tornato a vivere in Albania, costretto a farlo perché espulso dall’Italia, da Ferrara e da Vigarano Mainarda dove abitava, viveva e lavorava.

Il fatto. Hidri Sajmir, 34 anni, ingegnere e imprenditore titolare della società Alba Costruzioni di Vigarano, era stato espulso con un decreto dell’allora ministro Alfano perché ritenuto un affiliato dell’Is, quantomeno sospettato di esserlo e dunque altamente pericoloso. Ed era una delle 108 persone espulse dall’Italia, allora, per ragioni di sicurezza. Al di là dell’espulsione, però, Hidri Sajmir era stato messo sotto inchiesta dalla procura antiterrorismo di Bologna proprio per i suoi contatti soprattutto informatici o via chat. Ora si apprende che la sua posizione è stata archiviata dal tribunale di Bologna dopo che gli elementi raccolti a suo carico nell’inchiesta aperta dalla Dda, (l’antiterrorismo) non si sono concretizzati con uno sviluppo processuale, nonostante l’ipotesi d’accusa di «addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale».


Dopo l’espulsione. La procura aveva chiesto l’archiviazione e il gip del tribunale di Bologna Domenico Panza l’aveva accolta. Già un anno fa, però, mentre della avvenuta archiviazione, il suo legale, Alberto Bova è venuto a conoscenza solo in questi giorni, dopo aver sollecitato dall’anno scorso ad oggi i magistrati e appurando che l’archiviazione era stata depositata in cancelleria il 24 marzo 2017: di questo atto si erano perse le tracce, perché non registrato negli archivi; così almeno spiega il suo legale sottolineando il fatto che questo atto era atteso soprattutto per presentare ricorso contro il provvedimento di espulsione, ritenuto eccessivo, alla luce soprattutto oggi dell’insussistenza delle accuse. Sajmir era stato espulso – spiegavano gli inquirenti due anni fa – perché non poteva essere arrestato, le indagini penali non avevano portato riscontri da sostenere in un processo e soprattutto per motivare una custodia in carcere vista la sua presunta pericolosità. Ma ora con l’archiviazione in tasca, l’altro legale che segue Sajmir dal punto di vista amministrativo, Fabio Chiarini di Bologna, potrà presentare il ricorso al Tar, in opposizione all’espulsione allegando questo nuovo documento.

Il provvedimento. Il provvedimento di espulsione di Sajmir venne adottato in via preventiva per il pericolo della sua radicalizzazione religiosa: da tempo era controllato dalla Digos di Ferrara per comportamenti che aveva indotto gli inquirenti a nutrire forti sospetti per il suo fanatismo religioso: «Possibile– scriveva la Digos – elemento di contatto con ambienti dell’integralismo islamico». –