Il fumo è pulito ma crea disagi: «Abbiamo dormito in auto»

I residenti continuano a lamentare problemi per l’incendio di dieci giorni fa. Dalla Kastamonu 100mila euro a settimana solo per la gestione dell’acqua

Il maxi-rogo della catasta di legno all'ex Falco visto con gli occhi del drone

CODIGORO. L’allarme rogo alla Kastamonu di Codigoro è rientrato. Il fastidio per i residenti in zona purtroppo ancora no e diversi sono ancora i disagi per coloro che abitano e lavorano in zona. I dati resi noti da Arpae tranquillizzano almeno dal punto di vista dell’inquinamento ambientale. I fumi non sono nocivi, non contengono cioè sostanze tossiche al di sopra delle soglie massime, tanto che il sindaco Alice Zanardi ha revocato l’ordinanza già sabato ed in teoria coloro che abitano in zona possono riprendere la routine quotidiana.

In realtà i disagi continuano. Il rogo comunque va avanti e soprattutto in certi momenti della giornata l’aria resta irrespirabile. I residenti sono in balia del vento e posso respirare a singhiozzo.

«Sabato notte abbiamo dormito in macchina - dice un uomo che abita a 20 metri dalla ex Falco -. Il fumo ha girato dalla nostra parte ed ecco che ci è toccata un’altra notte di inferno. Non si respirava, abbiamo preso la macchina e via».

Lo stesso vale ancora per chi lavora nei campi, appena il vento gira bisogna fermarsi.

«Sarà anche solo fumo, ma comunque bene non fa. La tosse è continua e l’unica soluzione, per quanto banale, è spegnere quel rogo. Siamo nel 2018, possibile che non ci siano soluzioni?».

A bruciare è soprattutto legno che è stato accatastato, e forse questo è stato l’errore principale, formando una enorme montagna: 180mila metro cubi di rifiuti, un braciere infinito.

La società Kastamonu ha disposto l’esecuzione di lavori di isolamento del sito e di prevenzione dell’inquinamento delle acque irrigue e dei suoli. In questi giorni i tecnici procedono con un consistente impegno di smaltimento, presso depuratori autorizzati, delle acque di spegnimento interne: si tratta di circa 12 automezzi al giorno da 30 mc cadauno, per una spesa settimanale di circa 100mila euro. Intanto va avanti il controllo costante del livello delle acque interne allo stabilimento e la predisposizione di misure di contenimento in caso di eventi eccezionali.

«Ulteriori serbatoi flessibili saranno disponibili in breve tempo, come ulteriore bacino di stoccaggio per le eventuali acque in eccesso», assicurano dalla ditta.

Per tutte queste attività e precauzioni «la nostra società, senza adottare alcuna strategia di risparmio, ha immediatamente stanziato oltre 3 milioni di euro. Kastamonu Italia intende fronteggiare questo incidente nel modo migliore possibile, tutelando l’ambiente circostante, la salute delle persone e dei lavoratori». —

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