«Il guard rail lo avrebbe salvato». La famiglia di Iyanda accusa la Provincia

Emmanuel Iyanda aveva 29 anni ed era padre di 5 bambini

Il 29enne padre di cinque bambini morì in un incidente sulla Via del Mare a Jolanda. A tre anni dalla tragedia ci sarà un processo

JOLANDA DI SAVOIA. Amava la musica, Olumide Emmanuel Iyanda. Il suo nome d’arte era Don Olude e per la comunità nigeriana ferrarese era un vero punto di riferimento. Fino al 21 maggio 2015, la data dell’incidente stradale in cui perse la vita.

Ora i suoi familiari vogliono vederci chiaro su quella morte: hanno portato in tribunale la Provincia, proprietaria della Via del Mare su cui accadde la tragedia, imputandole l’assenza del guard rail.


Ci fosse stato nel punto di impatto con un platano che gli costò la vita, è il ragionamento, Olumide si sarebbe potuto salvare.

Il dramma

Il 29enne nigeriano, residente a Codigoro, in quel pomeriggio maledetto stava percorrendo la Via del Marea bordo della sua Ford Galaxy la provinciale, diretto verso casa, quando sul territorio comunale di Jolanda di Savoia perse il controllo della monovolume finendo contro un platano, sulla parte opposta al senso di marcia tenuto.

Uno scontro violentissimo, che accartocciò l’auto su se stessa facendo sbalzare fuori dall’abitacolo il 29enne, finito sul ciglio della strada, vicino a un canale di irrigazione. I soccorsi del 118 furono inutili.

La posizione dei familiari

Le prime ipotesi circa i motivi della sbandata fatale riguardarono una l’asfalto reso viscido dal rovescio di pioggia appena sceso, un malore, oppure una distrazione.

La famiglia della vittima (l’uomo era sposato e aveva cinque figli piccoli) però chiama in causa l’assenza su quella strada del guard rail. In un punto, peraltro, in cui la Provincia stessa aveva in precedenza reputato indispensabile intervenire e posare una struttura di protezione.

È questo l’appiglio a cui si richiama Marco Zancanaro, avvocato della famiglia Iyanda. È pronto a dare battaglia legale di fronte al tribunale di Ferrara: l’udienza del processo civile è fissata per giovedì 27 settembre.

Una vita spezzata

Fu profondo il dolore per la perdita del 29enne, nella comunità nigeriana e non solo. Olumide lavorava in una fonderia di Pontemaodino ma aveva la passione della musica. Era un cantante, con una predilezione per il gospel. Aveva anche inciso in lingua inglese un cd intitolato “Olorum My Gao” e con lo pseudonimo di Don Olude faceva spesso serate musicali d’intrattenimento a Ferrara e nella Bassa.

Cattolico, faceva parte dell’Associazione Nigeriana Ferrarese. A Codigoro abitava con la famiglia da una decina d’anni e lì a conoscerlo erano in tanti. Lo chiamavano Manuel.

Nel 2014 aveva capitanato una squadra di tutti nigeriani, uomini, donne e ragazzine, all’edizione del Palio dei Rioni, con la maglia della contrada Korea. —

Fabio Terminali

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