Esce di cella per fare teatro e non rientra in carcere

Edin Ticic, 47anni, doveva recarsi a Pontelagoscuro per le prove. Era in permesso premio: l’ex rapinatore è ricercato per evasione. La rabbia della compagnia: «Per noi è un tradimento»

FERRARA. «No, non me l’aspettavo: per me, per tutti noi è un tradimento da parte di una persona con la quale c’era un rapporto speciale, è raro che noi ci prendiamo una responsabilità così alta, accogliere un detenuto in permesso premio. E adesso sono dispiaciuto e addolorato, non tanto per la persona che ha fatto la propria scelta, ma per tutte le persone come lui, detenuti che vedranno limitate le loro possibilità e per tutte le conseguenze che verranno».

Dal Teatro nucleo al carcere


Horacio Czertok, padre e anima del Teatro Nucleo, e nello stesso ruolo del progetto Teatro in carcere, vorrebbe liquidare il cronista con un secco “no comment”. Capisce e comprende, invece che occorre riflettere e parlare della evasione di Edin Ticic, 47 anni, detenuto modello, artigiano dalle mani d’oro e attore e mattatore della compagnia del Teatro in carcere: Edin era in permesso premio in uscita dall’istituto Arginone, proprio per partecipare alle prove del Teatro nucleo, a Pontelagoscuro, avrebbe dovuto rientrare domenica pomeriggio ma all’ufficio Matricola del carcere al rientro non si è visto.

Un uomo dal passato duro

Ed è scattato l’allarme: ora Edin Ticic, 47 anni, origini serbo-montenegrine, detto il Lupo (dice radio-carcere, per il suo duro passato e i tratti somatici aspri), è in fuga. Non si sa se anche dal suo passato di ladro e rapinatore, e dal cumulo di pene di una decina d’anni che aveva fissato il fine pena al 2023, e la semilibertà in vista tra alcuni mesi. Nel presente, però, Edin Ticic era diventato negli ultimi 5 anni, emblema e faccia del Teatro in carcere, visto che nelle locandine degli spettacoli, nei video su You Tube o sui social c’è sempre lui, con il suo viso tagliente. Mattatore sul palco, persona tranquilla e mai sopra le righe in cella - dicono adesso dal carcere - è ricercato per evasione da tutte le forze dell’ordine, cui è stata girata la foto-segnaletica. Dal carcere, la comandante Polizia penitenziaria Annalisa Gadaleta, si limita a confermare, di fatto, una notizia già di dominio pubblico da oltre un giorno, fatta girare da un profilo Facebook privato di alcuni agenti di Polizia penitenziaria. Che invitano chiunque abbia notizie a contattare forze dell’ordine e il carcere.

La comandante Gadaleta spiega che comunque si tratta di evasione, un mancato rientro da permesso premio, «su cui non è nostra competenza vigilare, e comunque è un fatto increscioso».

Tanti detenuti escono e rientrano

Un fatto che colpisce soprattutto chi aveva dato fiducia a Ticic, lo stesso Czertok: «Anche se spiega, tanti detenuti escono in permesso e rientrano, tante volte lo aveva fatto lo stesso Edin». Ma stavolta non è rientrato: «E avrà un brutto effetto, questo fatto: speriamo torni, che abbia fatto un colpo di testa e finisca di pagare». Altro Czertok non può dire, anche perché l’indagine sull’evasione si concentra sui dettagli del permesso, concesso con le garanzie di un accompagnatore (del Teatro Nucleo) per uscita e rientro. L’indagine è aperta dalla procura, mentre è bene ricordare che il magistrato di sorveglianza decide sui permessi («con lui Edin non è stato ai patti», rimprovera Czertok) sulla base di relazioni di agenti interni al carcere, educatori, direzione. «Ribadisco - chiude Czertok - che è raro ci prendiamo una responsabilità del genere, lo abbiamo fatto per lui, e ci ha traditi». —

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