Tariffa rifiuti, seconda bolletta. Così sono ripartite quote e aperture

Il recapito ai ferraresi previsto attorno alla metà di settembre. Saranno indicate le agevolazioni per pannolini e pannoloni 

A luglio l’arrivo della prima bolletta dei rifiuti in versione tariffa puntuale aveva determinato qualche problema di consultazione da parte degli utenti, chiamati a districarsi tra litri e metri quadrati, voci nuove come la quota variabile di base e il numero dei conferimenti.

La seconda bolletta
Tra poche settimane, circa a metà settembre, nella cassetta della posta dei ferraresi arriverà la seconda bolletta (relativa al trimestre aprile-giugno), e la buona notizia per coloro che nel frattempo sono entrati nel nuovo meccanismo è che poco o nulla cambia rispetto al primo invio. Solo con la quarta e ultima fattura, a fine anno, si avrà il conguaglio e si tireranno le somme definitive della tariffa puntuale.


La bolletta, si sa, è composta da una quota fissa, una quota variabile di base e una quota aggiuntiva. La quota fissa, calcolata sulla base della metratura dell’abitazione, è destinata, appunto, a non cambiare mai, nemmeno in fase di conguaglio. La quota variabile di base è data dal numero di conferimenti “prepagato” assegnato a ciascuna utenza, sulla base della composizione del nucleo familiare. Prendiamo come esempio una famiglia con un numero di conferimenti “prepagato” pari a 36 nell’arco di un anno. Considerato che ciascun conferimento costa 1.8 euro (prendendo come unità di misura un sacchetto da 30 litri), questa famiglia dovrà pagare una quota variabile di base annua di 64,8 euro.

La ripartizione
Entrambe le voci (numero di conferimenti e importo della quota variabile) vengono ripartiti per ciascuna delle quatto bollette e quindi, proseguendo con il nostro esempio, si avranno 9 conferimenti ogni tre mesi, corrispondenti a una quota variabile di base di 16,2 euro (Iva compresa) addebitata in ogni bolletta. Fino al conguaglio, però, Hera avverte gli utenti se stanno rispettando la media delle aperture delle calotte. Dunque, nel caso specifico, se nel primo trimestre l’utente non aveva superato il limite dei 9 conferimenti, la voce relativa risultava pari a zero. In caso contrario veniva indicato il numero degli sforamenti. Con la seconda bolletta cosa succede? Che l’importo della quota variabile di base resta lo stesso “sulla fiducia”, mentre l’andamento dei conferimenti viene valutato non più su 3 mesi, ma su 6, ovvero l’intero arco temporale dall’inizio dell’emissione delle bollette. Il tetto da non superare questa volta sarà dunque 18, e quanti nei primi tre mesi avessero sforato i limiti potrebbero dunque recuperare la “media”. E così via anche con la terza bolletta, prevista a novembre: quota variabile di 16,2 euro (sempre secondo il nostro esempio) e limite massimo di aperture pari a 27.

Il conguaglio
Solo con la quarta bolletta (che quest’anno arriverà in tempi stretti rispetto alla penultima) si tireranno le somme. L’importo relativo al numero di conferimenti resterà quello della quota variabile di base per gli utenti che non hanno sforato le aperture assegnate, in caso contrario scatterà la quota variabile aggiuntiva, pari a 1.8 euro per ogni conferimento in esubero. Una variazione di non poco conto che interessa la prossima bolletta, invece, sarà l’attesa indicazione dei litri aggiuntivi gratuiti concessi a quelle utenze che hanno diritto all’agevolazione per l’utilizzo di pannolini o pannoloni. —

Alessandra Mura

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI