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L’archivio storico salvato dalle macerie torna a raccontare

POGGIO RENATICOOltre un centinaio di persone si è presentato in piazza del Popolo, per la serata dedicata a “Poggio e le sue carte, storia di un recupero”.Un confronto con i cittadini per raccontare...

POGGIO RENATICO

Oltre un centinaio di persone si è presentato in piazza del Popolo, per la serata dedicata a “Poggio e le sue carte, storia di un recupero”.

Un confronto con i cittadini per raccontare come si sta recuperando l’archivio storico che era rimasto sepolto sotto le macerie del crollo di castel Lambertini. «Spieghiamo cosa è stato fatto», ha detto il sindaco Daniele Garuti presentando la serata.

Si è iniziato mostrando un documento del 1377 in cui veniva assegnato al muratore Biagio ...

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POGGIO RENATICO

Oltre un centinaio di persone si è presentato in piazza del Popolo, per la serata dedicata a “Poggio e le sue carte, storia di un recupero”.

Un confronto con i cittadini per raccontare come si sta recuperando l’archivio storico che era rimasto sepolto sotto le macerie del crollo di castel Lambertini. «Spieghiamo cosa è stato fatto», ha detto il sindaco Daniele Garuti presentando la serata.

Si è iniziato mostrando un documento del 1377 in cui veniva assegnato al muratore Biagio Colla il compito di erigere, di fianco alla rocca, il palazzo del signore locale. «Pensate - ha detto Pino Malaguti, presidente dell’associazione storico culturale locale - che nel documento si dice che il lavoro doveva essere completato in soli cinque mesi e solo a fine lavori ci sarebbe stato il pagamento. Ironia del destino il contratto è stato redatto il 20 maggio 1377, la stessa data in cui dopo quasi sette secoli è arrivato il terremoto».

Spiegato anche, da un disegno del 1748, che il castello dell’epoca, che aveva un ponte levatoio, occupava anche gran parte di quella che ora è piazza del Popolo e le strade che ora la circondano erano un profondo fossato di difesa. Le archiviste Margherita Beggi e Angelica Barberini hanno mostrato le carte recuperate di alcuni contratti, risalenti ai primi del ’900, che risaltano perché molto colorate e abbellite con disegni. «Tutti i documenti recuperati - ha spiegato Gianni Rizzioli - saranno ospitati nel nuovo archivio che verrà costruito tra la scuola medie e il parco urbano. Sarà di 800 metri quadri, il doppio dello spazio che avevamo nel castello». —

G.B.

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