Pd indeciso tra Modonesi e un civico Centrodestra, in pole il leghista Fabbri

Il caso di “modello Guazzaloca” in campo Urban o Barbieri. M5s, divisioni profonde ma l’alternativa a Pennini non spunta

Settembre è tradizionalmente il mese degli orientamenti per le elezioni amministrative dell’anno successivo. In prospettiva 2019 siamo un po’ indietro poiché il terremoto elettorale del 4 marzo ha lasciato macerie nel centro sinistra e tra i berlusconiani, con la prospettiva di altre “scosse di assestamento” in vista delle Europee. Se però il centro destra può contare su di un partito, la Lega, in grado d’imporre la propria impostazione e un proprio candidato, sull’altro fronte un Pd indebolito nemmeno ha deciso se puntare su di un proprio candidato.

Tutto in gioco a sinistra


Il segretario provinciale dem, Luigi Vitellio, è tornato ieri da Ravenna dove ha ascoltato Martina con una convinzione: «Il Pd dev’essere il regista di un progetto che parta dalla maggioranza Tagliani, allargata a formazioni come Leu ma anche a proposte non “tradizionali”. I candidati arriveranno poi, e su tavoli non apparecchiati». L’era Tagliani non ha lasciato un’eredità univoca, anche se l’assessore ai Lavori pubblici e Sicurezza, Aldo Modonesi, resta in pole position in un “pacchetto” ipotetico che si può allargare al vicesindaco Massimo Maisto, ai due consiglieri regionali Paolo Calvano e Marcella Zappaterra, e all’ex parlamentare Alessandro Bratti, attuale direttore Ispra. Quello che fino ad oggi è stato un passaggio obbligato di ogni elezione comunale, semmai da completare con il «coinvolgimento dei circoli» che già la segretaria comunale Ilaria Baraldi ha fatto sapere di voler intraprendere, diventa una delle due ipotesi in campo. L’altra è appoggiare un progetto e un candidato civico, non targato Pd anche se chiaramente gradito al partito, capace di portare consensi trasversali.

diversamente civici

In queste settimane è stato fatto circolare il nome di Fulvio Bernabei, colonnello della Finanza già comandante di Ferrara, che sembra piacere anche a sinistra oltre che garantire una “copertura” del fronte Gad. Agli amici che gli chiedono di queste voci, Bernabei risponde che non v’è nulla di definito ma che Ferrara è la città che ama e nella quale ha scelto di vivere (da 15 anni e in zona Gad), felice degli apprezzamenti in arrivo. Il progetto nel caso andrebbe costruito per intero, perché gli unici civici “di area”, cioè Ferrara concreta, hanno aderito a Italia in Comune di Federico Pizzarotti, stanno già varando iniziative programmatiche (la prima sarà sulla sicurezza) e sembrano voler puntare su di un proprio candidato: Alberto Bova è in pole. La collocazione oscilla tra alleanza con il centrosinistra e corsa autonoma.

Il rilancio del centrodestra

La Festa Tricolore ha rilanciato l’alleanza Fdi-Lega-FI a trazione leghista, che intende esprimere il candidato: in pole Alan Fabbri, capogruppo regionale, le cui chance per la candidatura a governatore sono precipitate dopo che Salvini ha espresso preferenze per un civico. All’ex Borsa e anche poi i forzisti hanno evocato il modello “Bologna 1999”, imperniato su Giorgio Guazzaloca: nel caso un candidato già pronto c’è: Davide Urban, direttore Ascom. In alternativa, ecco Giulio Barbieri, imprenditore già animatore di Io Amo Ferrara, che si è dichiarato disponibile a tornare in campo. Tra i civici di area Forza Civica è già in pista e lancia un’iniziativa cancella-debiti: la leader Giovanna Stefanelli è per ampliare il centrodestra a tutte le forze anti-Pd.

Il percorso M5s

Non si è ridotta la frattura tra una parte del gruppo storico dei Grilli Estensi e il Laboratorio civico appoggiato da Ilaria Morghen. La lettera con le richieste di chiarimento postata da Maria Teresa Pistocchi, dopo la nota bollata come anonima dagli esponenti del Laboratorio, non ha comunque ottenuto risposte. Non sembra all’ordine del giorno, tuttavia, la costituzione di una seconda lista in grado di contendere il simbolo M5s per le elezioni 2019 allo stesso Laboratorio civico, che ha come esponente di punta Paolo Pennini. In stand-by la Grande alleanza anti-Pd già al primo turno, caldeggiata in particolare dalla Lega, visto il divieto di alleanze con forze politiche tuttora in vigore tra i pentastellati per le amministrative.

Stefano Ciervo

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