Igor scarica gli amici ferraresi: «Non ero con loro a far rapine»

La smentita a Pajdek e Ruszo per i colpi del 2015 e sull’uccisione di Tartari. «Pronto a pagare per gli omicidi, non per quello che non ho mai commesso» 

FERRARA. «Ho ammesso gli omicidi e sono pronto a pagare per questi, ma se mi vogliono attribuire cose che non ho mai fatto, non ci sto: non ho ucciso Tartari né tantomeno ho fatto parte delle rapine nel Ferrarese. Sono pronto ed ho le prove per dimostrare la mia estraneità»: dalla cella del carcere di Zuera, Saragozza, Spagna, Igor Vaclavic/Norbert Feher affida agli avvocati bolognesi, Cesare Pacitti e Gianluca Belluomini, la sua verità sui fatti ferraresi che lo coinvolgono.

Prima che diventasse un killer spietato e uomo braccato, tra l’aprile e il dicembre 2017, tra Bologna, Ferrara e mezza Europa, arrestato in Spagna dopo aver lasciato dietro di sè 5 morti e 4 persone che ha tentato di uccidere. Di questo sappiamo tutto o quasi tutto. Del resto invece, si sa poco: o almeno quello che hanno sempre riferito i suoi “complici” ferraresi, Ivan Pajdek e Patrik Ruszo. Entrambi hanno sempre detto e ribadito che nelle rapine dell’estate del terrore, nel 2015, tra Villanova di Denore, Mesola e Coronella, era sempre stato presente Igor. Per quanto riguarda invece l’omicidio di Pier Luigi Tartari, avvenuto dopo quelle rapine, la presenza di Igor è sempre stata esclusa, nei vari processi. A scoppio ritardato, però, nel gennaio scorso, Ruszo, il ragazzino condannato all’ergastolo per la morte di Tartari, disse ai giudici d’appello che nell’omicidio era coinvolto anche Igor. Da qui l’apertura di una nuova indagine, che non ha portato a nulla. Mai fino ad ora, in merito a rapine omicidio, erano state rivolte domande precise a Igor/Norbert. Che potranno essergli rivolte presto perché per il 17 ottobre è fissato il processo per gli assalti dell’estate 2015: ed è possibile, allora, che Igor possa essere interrogato in video conferenza col carcere di Zuera, in merito a queste sue nuove dichiarazioni.


Matematicamente impossibile

Raccolte dall’avvocato bolognese Cesare Pacitti che ieri confermava quanto Igor in cella a Zuera gli aveva riferito nell’incontro avuto: «Ci ha riferito che matematicamente era impossibile fosse presente, e che poteva dimostrare quando diceva: “sono completamente estraneo ed ho le prove” ci ha detto». Dichiarazioni fatte ai difensori, che tuttavia, non avendo nessun di difesa per i fatti ferraresi, non sono state verbalizzate. «Ce lo ha riferito quando siamo andati a trovarlo, dicendoci in modo neto che non possono attribuirgli cose che non ha fatto: “Io non c’entro niente con queste storie” ci ha ribadito».


Pacitti non avendo nessun ruolo difensivo non ha approfondito la posizione di Igor per i fatti ferraresi, ma avrebbe in questi giorni comunicato queste dichiarazioni ai legali ferraresi di Igor per le rapine. Ma perché allora i suoi “complici” lo accusano? «Ce lo ha detto in modo diretto: attribuisce queste accuse ad una vendetta, una ritorsione nei suoi confronti per qualcosa che non ci ha voluto dire, dice di essere stato ingiustamente tirato in ballo per omicidio e rapine, ma di più non ci ha detto e noi abbiamo chiesto non avendo ruolo in questa difesa: lui ha affrontato questo discorso, marginalmente, l’ha appena sfiorato nel nostro incontro. Anche noi siamo interessati a saperne di più perché lui continua a dire che è stato fatto il suo nome per vendicarsi, del resto i sui complici hanno l’abitudine a farlo». –

Daniele Predieri

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