Addio a Inge Feltrinelli

La signora dei libri è morta a 87 anni. Vi riproponiamo l'intervista che rilasciò quattro anni da alla "Nuova"

FERRARA. Fotoreporter e poi editrice in un'epoca in cui si voleva cambiare il mondo con i libri, Inge Feltrinelli, morta oggi (20 settembre) a 87 anni, ha avuto una vita straordinaria in cui c'è la storia del Novecento italiano ed europeo. Ha ritratto personaggi come Greta Garbo, Kennedy, Hemingway, Pablo Picasso e Chagall. E' stata amica personale di Doris Lessing, che ha fatto conoscere in Italia; di Gunther Grass, del quale la casa editrice di cui è stata presidente per prima pubblicò, nel 1962, 'Il Tamburo di latta' e di Nadine Gordimer che la invitò quando vinse il Nobel nel 1991.


L'incontro che ha cambiato la sua vita è stato quello con Giangiacomo Feltrinelli nel 1958, che sposò nel 1960 e segnò il suo ingresso nell'editoria, dopo le esperienze internazionali di giornalista e fotografa, sua una foto di Fidel Castro in pigiama.  Dopo la morte mai chiarita del marito, trovato carbonizzato da un'esplosione ai piedi di un traliccio dell'alta tensione, a Segrate nel 1972, Inge ha preso le redini della casa editrice fondata da Giangiacomo nel 1954. Nuova, controcorrente, era la casa editrice che nel 1957 pubblicò il Dottor Zivago di Boris Pasternàk, la cui uscita venne ostacolata in Russia e osteggiata dal partito comunista in Italia, del quale faceva parte lo stesso Giangiacomo, "un uomo che voleva cambiare il mondo, forse troppo" diceva Inge. E l'anno dopo uscì il 'Gattopardo' di Tomasi di Lampedusa.

Nella sua lunga vita di amicizie e incontri eccezionali, quelli a Cuba con Hemingway, Picasso, Simone de Beauvoir, Marquez "che era timidissimo, aveva paura dei giornalisti", Karen Blixen e il Gruppo 63 che "mangiava solo ostriche e beveva solo champagne", Inge Feltrinelli ha sempre avuto uno sguardo naturalmente internazionale che ha portato nell'editoria italiana. Restano indimenticabili le serate al Premio Strega che ha animato per tanti anni con la sua presenza, raccontando aneddoti e storie con quel suo accento particolare. Inguaribile ottimista, la vicenda 'Mondazzoli' per lei restava un mistero e non immaginava cosa sarebbe diventata l'editoria del futuro che sicuramente avrebbe voluto vedere.