Azzerati Carife, la doppia beffa degli arbitrati. Per gli azionisti c’è solo la via dei tribunali

Le strade per i risarcimenti

Il decreto Milleproroghe risarcirà soprattutto i veneti: pochissimi ex soci della banca ferrarese hanno ricorso, scoraggiati dai no Bper

FERRARA. I risparmiatori azzerati di Carife hanno sulla carta un ventaglio ampio di strumenti per riottenere almeno parte dei soldi perduti quasi tre anni fa con la risoluzione. L’ultimo è stato messo a punto nei giorni scorsi da Governo e Parlamento, con l’attivazione del risarcimento con fondi statali al 30% e fino a 100mila euro per chi otterrà in tempi rapidi un lodo favorevole dall’Arbitro Consob. Le chance concrete di risarcimento, però, si assottigliano di molto per gli ex azionisti, e perfino determinati gruppi di obbligazionisti sono sulla graticola, perché a sentenze arbitrali a loro favorevoli corrispondono risarcimenti risibili: il 5% del totale, per esempio. Ecco perché molte speranze tornano ad appuntarsi sulle cause tradizionali, molto lunghe, e sul lavoro dei giudici penali su processi in corso o da allestire.
Arbitrati beffardi
L’Arbitrato Consob assomiglia sempre più ad una beffa, addirittura doppia, per i risparmiatori Carife. Dalla fine dell’anno scorso, infatti, sono stati pochissimi i ferraresi, tutti azionisti visto che non vi sono barriere all’ingresso, ad aver attivato questo strumento: una decina attraverso Federconsumatori, anche meno con Confconsumatori. Gli ex soci delle banche venete, invece, si sono costituiti massicciamente tanto che si parla di oltre 500 lodi da soddisfare attraverso i 25 milioni riservati a questo scopo dal decreto Milleproroghe. «Perché non abbiamo fatto altrettanto? L’esito delle cause-pilota ci ha scoraggiati - spiega Roberto Zapparoli, presidente di Federconsumatori - A fronte di lodi favorevoli ai consumatori, infatti, Bper non ha mai aderito accettando di pagare il dovuto». Prima dell’intervento governativo, infatti, era la banca erede di Carife a dover rispondere sui risarcimenti, e Bper finora ha sempre eccepito in ogni sede giudiziaria la legittimazione passiva. La conseguenza, appunto, è che pochissimi ferraresi potranno accedere al fondo statale, almeno per quest’anno, visto che vale solo per chi ha già presentato ricorso.


L’altro arbitrato in essere, affidato all’Autorità anticorruzione, è invece riservato ai soli obbligazionisti che avevano i requisiti reddituali e patrimoniali per chiedere il rimborso dell’80% al Fondo interbancario. Anche qui più delusioni che gioie per i ferraresi, stando almeno alle prime sentenze. «Non possiamo dire di essere soddisfatti - ammette Zapparoli, che ha inoltrato 150 domande e ottenuto una trentina di lodi - I risultati favorevoli per i risparmiatori tendono a concentrarsi sui dossier con cifre ridotte in gioco, entro 20mila euro, e viene comunque rimborsata solo una parte della somma perduta». Quanto? L’esempio citato da Antonio Frascerra, di Confconsumatori, sulla decina di casi seguiti, lascia di stucco: «Un cattedrattico Unife che aveva azioni per 30mila euro si è visto riconoscere... 600 euro di risarcimento. Perché? Pare incidano considerazioni sul reddito e il patrimonio dei risparmiatori, ma non si supera mai il 10-15%. E le spese legali non vengono pagate».

Tutti in causa

Mentre gli obbligazionisti sono stati in gran parte risarciti dal Fitd, per gli azionisti restano aperte le strade che portano ai tribunali, civile e penale. «Abbiamo completato l’analisi degli 800 fascicoli di associati ex Carife - dice Bruno Barbieri, responsabile regionale Codacons - e stiamo inviando a tutti delle lettere divise per categorie: circa 250 posizioni sono pronte per essere portate in tribunale per cause civili, a gruppi di una decina per volta; le altre si dividono tra chi deve ancora ricevere la documentazione completa dalla banca, e qui scatteranno ricorsi per ottenere decreti ingiuntivi, e gli altri sui quali c’è ancora da lavorare». Codacons ha in programma tre assemblee di aggiornamento a Ferrara, Tresigallo e Comacchio.

C’è poi la possibilità di costituzione di parte civile nei processi penali, anche per la sola parte di azioni e bond eventualmente non rimborsata. —

Stefano Ciervo

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