Tagliani: in giunta c’è chi può fare il candidato sindaco

Elezioni 2019, l’1 ottobre prima assemblea dei circoli del Partito Democratico. Calvano “conferma” Bonaccini in Regione: serve credibilità

FERRARA. «Il candidato sindaco Pd? Non lo nominerò certo io, sarebbe un segnale di arroganza, di certo farò campagna elettorale per il candidato indicato dal partito e posso dire che nella mia giunta vi sono persone in grado di ricoprire questo incarico. Caratteristiche? Deve essere un vincente e poi fare meglio di me». Tiziano Tagliani ha di fatto aperto la campagna elettorale 2019, l’altra sera alla festa Pd di Porotto: pur senza mettere cappello sulla designazione più “rovente” degli ultimi lustri, il sindaco ha aperto il toto-candidato (di vincenti come dice lui, però, se ne trovano solo dalle parti... della Spal).

Il giro dei circoli. C’è anche già una data, l’1 ottobre, quando si riunirà il circolo Pd di San Martino per la prima assemblea di consultazione pre-elettorale convocata dalla segreteria comunale. «Intendiamo concludere entro la prima quindicina di ottobre una tornata di assemblee - scandisce Ilaria Baraldi, responsabile dem della città - imperniata sulla definizione del percorso che porterà alla designazione del candidato a sindaco e sul profilo di questa candidatura. Il metodo è fondamentale, come abbiamo sempre detto intendiamo riconoscere una dignità politica ai rappresentanti di circolo e ci aspettiamo proposte: primarie sì o no, ad esempio». E se conviene puntare su di un candidato di partito o di un civico, è probabilmente il caso di aggiungere. In tutto le assemblee saranno otto, con tre circoli accorpati per l’occasione.


Intreccio regionale. Da Paolo Calvano, segretario regionale che ha affiancato Tagliani nella serata di Porotto, sono arrivate indicazioni di cornice, «il problema del Pd è il recupero di credibilità. Non fare il congresso nazionale sarebbe un errore madornale». Per la Regione, invece, l’indicazione è puntare ancora su Stefano Bonaccini, «il lavoro fatto è stato importante, bisogna ripartire da lì: c’è piena fiducia per un secondo mandato». Le due elezioni non coincidono (maggio le Comunali, novembre le Regionali) ma gli intrecci sono inevitabili.

Sicurezza. Il nodo più aggrovigliato per il Pd è la sicurezza, e l’altra sera Tagliani se n’è dimostrato consapevole, “picchiando” duro sulla copertura mediatica degli eventi e sul far ricadere ogni questione sulle spalle del sindaco («questore e comandante dei carabinieri sono i responsabili dell’ordine pubbliche»): il sindaco-sceriffo non gli è mai piaciuto. —

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