Terapia West Nile, il Comune pronto a “reclutare” donatori

In attesa dell’Istituto di sanità, l’assessore Sapigni apre a una collaborazione. Il nodo è raccogliere abbastanza immunoglobuline per sperimentare la cura

FERRARA. L’encefalite da West Nile può essere contrastata dalla terapia ideata a Ferrara e basata sulle immunoglobuline IgG dei donatori Avis? «Saranno studi con basi scientifiche a dirlo, noi come responsabili della salute pubblica diamo la massima disponibilità ad aumentare il più possibile la platea dei donatori». A parlare è Chiara Sapigni, assessore comunale alla Salute, che definisce l’ambito nel quale l’ente pubblico può muoversi, sia per l’eventuale sperimentazione che sulla batteria delle misure di prevenzione, che è governata dalla Regione.

Basi scientifiche. L’assessore è venuta a conoscenza dal giornale dell’intenzione degli infettivologi Florio Ghinelli e Marco Libanore di proporre all’Istituto superiore di sanità una sperimentazione su scala nazionale degli effetti di un particolare tipo di immunoglobuline sul virus per il quale non c’è finora né vaccino né cura di alcun tipo. «È sicuramente una prospettiva da valutare con interesse, visto che il nostro territorio ha registrato alte incidenze di West Nile (otto decessi quest’estate, ndr). Tuttavia - sottolinea - solo i comitati etici sono deputati ad esprimersi sulla qualità delle sperimentazioni, che hanno bisogno di protocolli rigorosi per essere validate. Nel caso la sperimentazione sulle immunoglobuline venisse varata - è l’impegno di Sapigni - siamo sicuramente interessati a collaborare per stimolare le donazioni di sangue, visto che servono moltissimi contributi per ottenere qualche risultato».


Prevenzione da calibrare. L’assessore tiene a sottolineare il ruolo centrale della Regione sulla prevenzione, «è bene che i singoli Comuni non prendano iniziative scoordinate. Dal 16 agosto, come indicato dalla Regione, abbiamo aumentato i livelli d’intervento contro le zanzare portatrici del virus. Ma bisogna essere chiari anche su questo punto - vuole sottolineare l’assessore - le misure di disinfestazione, sia adulticide che larvicide, hanno un impatto sull’ambiente e non possono essere reiterate in maniera eccessiva». Il tutto è reso possibile da un piano di monitoraggio sui virus tropicali come il West Nile, che va avanti da una decina d’anni, e misura la concentrazione non solo nelle zanzare ma anche nei corvidi.

Meno contagi. La presenza del virus nelle ultime settimane sembra in calo, non solo a Ferrara ma un po’ in tutta la penisola, a giudicare dalle segnalazioni ufficiali. «È quanto risulta anche dalle indicazioni della Regione - conferma l’assessore - e in effetti l’indicazione relative al potenziamento dei trattamenti termina con la fine di settembre». Sarà comunque l’assessore a dover rispondere, già da oggi in Consiglio comunale, alle interpellanze di M5s e Forza Italia sulla diffusione del virus. —

S.C.

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