Sindaci civici corteggiati per la Provincia

Il Castello Estense, sede della Provincia di Ferrara

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara

FERRARA. Sarà una settimana decisiva per designare i futuri inquilini del Castello Estense, presidente della Provincia e consiglieri. Giorni intensi di chiamate e di conte tra sindaci e amministratori comunali, i grandi elettori a cui la legge riserva il diritto di voto, ciascuno per il numero di concittadini che rappresenta. Di tatticismi tra il centrodestra a guida leghista e il Pd con compagni e alleati, nell’attesa che l’altro schieramento rompa gli indugi, faccia la prima mossa.


La partita è a due. Il Movimento Cinque Stelle non ha interesse a parteciparvi né, certo, con la sua manciata di eletti, i numeri per dare le carte. I civici, che due anni fa hanno presentato una propria lista con discreto successo, non paiono risoluti a ripetere l’esperienza, corteggiati come sono a destra e a sinistra.


Abortita l’ipotesi di un patto territoriale con tutti dentro, la Lega sarebbe intenzionata a sostenere il sindaco di Cento, Fabrizio Toselli, anche se la scelta potrebbe risultare indigesta per il centrodestra locale che in Comune è all’opposizione. D’altra parte il Pd, a cui non mancano i voti ponderati, ma i nomi di peso sì - effetto della norma che riserva il ruolo di presidente della Provincia ai sindaci che abbiano ancora almeno un anno di mandato – candiderebbe volentieri il primo cittadino di Comacchio, Marco Fabbri, se solo si lasciasse convincere. Toselli e Fabbri, gli alfieri ferraresi del movimento Italia in Comune: le trattative avranno necessariamente un riflesso sulle Regionali.


I giochi sono aperti. Sindaci, dirigenti di partito e mediatori hanno un’agenda fitta. Esiti ortodossi? Roberto Lodi (Terre del Reno) per il centrodestra e Barbara Paron (Vigarano) per il Pd, in netto vantaggio su Alice Zanardi (Codigoro). Esito estremo: un nulla di fatto con commissariamento.
Buona domenica

Luca Traini