Demolito il condominio Il sindaco: al suo posto appartamenti e uffici

mirabelloLa demolizione del condominio La Fenice di Mirabello, situato in corso Italia, era attesa da anni. Da quando, dopo le scosse del maggio 2012, si era capito che non si sarebbe mai più potuto...

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La demolizione del condominio La Fenice di Mirabello, situato in corso Italia, era attesa da anni. Da quando, dopo le scosse del maggio 2012, si era capito che non si sarebbe mai più potuto recuperare. Danni irreversibili. Dopo le operazioni di messa in sicurezza, per non causare problemi e disagi alla pubblica via (sulla quale l’immobile si affacciava), si è attesa solo l’abbattimento; abbattimento che ieri, è finalmente arrivato.


la demolizione

Come da programma il tratto di corso Italia interessato è stato chiuso al traffico alle sei del mattino. Non solo era impossibile passare, ma era anche vietato sostare o fermarsi nei pressi del cantiere. Dopo aver “isolato l’area” la pinza meccanica ha iniziato a “mordere” l’edificio. Ad assistere alle operazioni di abbattimento dell’immobile che ospitava anche una filiale della banca Monte dei Paschi di Siena, c’era anche il sindaco di Terre del Reno, Roberto Lodi. «Dopo 6 anni dal sisma, finalmente anche questo stabile pericolante e stato abbattuto - ha afferma -. Le operazioni di questo immobile sono andate un po’ per le lunghe perché essendo un condominio, era necessario svolgere tutti gli incartamenti del caso per mettere in accordo i diversi proprietari degli appartamenti presenti al suo interno. Dopo la fusione e il mio insediamento come sindaco - ha aggiunto -, ho cercato di fare il possibile per sanare questa situazione, che era un po’ diventata la spina nel fianco per Mirabello. L’edificio al suo interno mostrava criticità igienico sanitarie giunte al limite, e anche l’esterno cominciava a darci poca fiducia».

il nuovo edificio

Al posto dello stabile abbattuto ne verrà realizzato un altro secondo i criteri antisismici, con migliorie dal punto di vista estetico, ma con le stesse funzionalità. «Al piano terra - ha spiegato il primo cittadino- resteranno gli spazi per la banca che, al momento, non ha ancora detto come intenda gestire la sua proprietà una volta ricostruita la struttura. Al piano superiore invece, saranno ricostruite le stesse unità abitative, dove saranno aggiunti maggiori punti luce con la realizzazione di nuove finestre. Uno degli appartamenti è in nostro possesso e - ha concluso -, una volta pronto, sarà dato in gestione all’Acer che, a sua volta, lo assegnerà a chi ne avrà bisogno». La strada è rimasta chiusa fino a tarda serata per consentire il completamento dei lavori e la rimozione delle macerie dalla strada. —

Maria Teresa Cafiero

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