La Spagna vieta la videoconferenza. Rinviato il processo a Igor

L'imputato potrà essere giudicato solo quando si concluderà il procedimento per triplice omicidio di Teruel

FERRARA - Il processo si farà, non ora, perchè «l’autorità spagnola ha sospeso la consegna di Igor Vaclavic alias Norbert Feher disponendo la sua esecuzione solo a soddisfatta giustizia spagnola». Mette a verbale il presidente del collegio del tribunale di Ferrara, Vartan Giacomelli, prendendo atto dell’«impossibilità dell’imputato a presenziare», applicando il «legittimo impedimento» del killer detenuto in Spagna a esser presente al processo che si è aperto oggi (17 ottobre), per tre rapine commesse da Igor/Norebrt nell’estate del 2015, nel Ferrarese, con la sua banda, composta da Ivan Pajdek e Patrik Ruszo. Il processo pertanto è stato subito aggiornato di un anno, al 23 ottobre 2019.

A carico di Igor Vaclacic (compare ancora questo nome negli atti giudiziari del processo, con l’alias di Norbert Feher e non viceversa come poi si è scoperto) è pendente il Mandato di arersto europeo per questi fatti, la cui esecuzione è stata sospesa poichè Igor/Norbert è detenuto in Spagna per i tre omicidi commessi a Teruel poco prima della sua cattura, nel dicembre scorso: quindi, solo quando la sua pendenza giudiziaria spagnola sarà conclusa, potrà essere processato a Ferrara. La possibilità di un processo in video conferenza, pur sollecitata dal suo difensore d’ufficio, Cristian Altieri, non è stata, al momento, valutata e lui ribadisce che «è necessaria la sua presenza e è un suo diritto quello di presenziare al processo, alla luce anche del fatto che avrebbe riferito di non aver partecipato alle rapine di cui è accusato dagli altri due presunti colpici e sostiene di poterlo porvare».

Le rapine di cui è accusato assieme alla sua banda vennero commesse il 26 luglio 2015 a Villanova di Denore ai danni di Alessandro Colombani; il 31 luglio a Mesola ai danni di Emma Santi, 90enne rimasta legata e imbavagliata nel letto per 48 ore, e il 5 agosto a Coronella nei confronti di Cristina e del padre Giulio Bertelli, sequestrati in casa per 5 ore e rapinati. Presente oggi in udienza, una delle vittime, Alessandro Colombani, che venne aggredito di notte, fuori casa, bastonato, legato e imbavagliato che ribadisce «voglio arrivare fino in fondo a questo processo, per aver fiducia e continuare a essere italiano. Voglio solo ricordare che quando seppi che avevano arrestato Igor, il dicembre scorso, mi sono sentito libero perchè fino ad allora quando rientravo in casa aveva paura di sentirmi addosso le mani di quella notte».