Uno studentato bis all’ex Palaspecchi. Nel mirino l’edificio rimasto a Parnasi

Carrara (Acer): Investire sta valutando il progetto per altri cento posti. Il social housing? Non sarà per i redditi zero

Corti di Medoro piene di studenti e senza inquilini a reddito zero. Il mix di residenti destinati a riempire gli spazi dell’ex Palaspecchi si sta spostando sempre di più verso i frequentatori di Unife, visto che dopo l’immediata e pressoché totale occupazione dello studentato messo in piedi in appena otto mesi, è in cantiere un progetto per costruirne un altro, proprio lì di fronte. E il social housing, per il quale a dicembre comincerà la commercializzazione, non è destinato alle utenze più deboli, tra le quali gli immigrati.

Studentato bis


Il palazzone bianco che è sorto in pochi mesi a destra di via Tassoni, guardando da via Beethoven, brulica già di studenti entrati due settimane fa. È lo studentato numero uno, con 45 alloggi e 153 posti letto, assegnati a universitari con un Isee compreso tra 8mila e 98mila euro. L’offerta era decisamente appetibile, visto che sono rimaste inevase 200 domande, ma Acer e amministrazione comunale non hanno aspettato l’esito del bando per avviare nuovi ragionamenti sull’area. «È vero, abbiamo chiesto alla sgr Investire - rivela il direttore Acer, Diego Carrara - di valutare un intervento per costruire un secondo studentato, nell’edificio con gli specchi dall’altro lato di via Tassoni». L’idea è di lavorare su di un’area edificabile di 400 metri quadrati sulla quale edificare un residence da un centinaio di posti letto più servizi per gli studenti, come zone comuni e aree studio.

L’edificio in questione è rimasto fuori dal fondo Ferrara social housing, per cui la sgr dovrebbe studiare un intervento aggiuntivo. Si tratta della parte più consistente dell’ex Palaspecchi rimasta a Ferrara 2007 del gruppo Parnasi, per la quale non è stato ancora presentato alcun progetto di riqualificazione.

Mix ancora da definire

Nel giro di poche settimane Investire, che dovrebbe metterci i soldi, farà sapere le proprie intenzioni, e visto appunto il boom di domande sullo studentato 1, è plausibile un impegno per il bis. Il prossimo autunno, dunque, il quartiere ex Palaspecchi potrebbe ritrovarsi con un edificio già di proprietà privata, pieno zeppo di inquilini, gli studenti appunto, mentre il successo dell’offerta del social housing pubblico è ancora tutto da costruire. «Non escludiamo di poter offrire in seconda battuta anche agli studenti gli alloggi del social housing, il mix della domanda è ancora da costruire - sottolinea ancora Carrara - ma il progetto è nato per un altro genere d’inquilini». L’altro pomeriggio, al dibattito all’Urban center, il direttore Acer aveva chiarito di pensare a residenze autonome paganti, quindi niente redditi zero e, in premessa, nemmeno immigrati.

esempio per Bologna

La pressione sugli affitti universitari arriva anche da Bologna, dove gli studenti sono ancora più disperati. Per questo l’assessore Patrizio Bianchi evoca su Repubblica il modello-Ferrara d’intervento pubblico e invoca la compartecipazione dello Stato. —

Stefano Ciervo

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