Cimitero transennato, ancora lunga la strada per la riapertura

Via al secondo stralcio, interventi per oltre tre milioni di euro. «Sopralluogo in vista del 2 novembre»

SANT’AGOSTINO. Le scosse del 20 e 29 maggio 2012 non hanno risparmiato nemmeno i cimiteri. Anzi, alcuni sono stati duramente colpiti e compromessi dal terremoto e alcuni Comuni nell’Alto Ferrarese, stanno ancora facendo i conti con agibilità, restauro e ristrutturazione.

Nelle settimane immediatamente successive al sisma, non era difficile imbattersi in cartelli appesi ai cancelli dei camposanti con scritto “Vogliamo salutare i nostri cari”. Non si poteva, anche i cimiteri erano off limits. Venerdì, a distanza di oltre sei anni, la situazione si è molto ridimensionata e molti interventi sono stati portati a compimento. Nel Comune di Terre del Reno, i cimiteri delle frazioni di Mirabello e Dosso sono completamente agibili mentre permangono delle limitazioni per quanto riguarda quello di Sant’Agostino e San Carlo. La Commemorazione dei defunti (2 novembre) si avvicina e gli abitanti santagostinesi si chiedono quanto ci vorrà prima che tutto torni alla normalità.


Il primo stralcio dei lavori al camposanto di Sant’Agostino e San Carlo è praticamente ultimato, mancano solo i vialetti interni in linea con gli altri cimiteri del territorio comunale e poi si procederà con la fase due, la più complessa. «Si interverrà - spiega Roberto Lodi, sindaco di Terre del Reno - sui portici laterali, le cappellette e la parte retrostante. La parte centrale (quella situata proprio davanti al cancello di ingresso, ndr) è la più danneggiata perché da lì partì la crepa». Per questo secondo stralcio sono previsti interventi per oltre tre milioni di euro mentre per quello appena concluso, la spesa è stata di circa due milioni.

«Purtroppo e mi rendo conto del disagio - prosegue il primo cittadino -, non sarà possibile raggiungere tutte le parti del cimitero, alcune sono ancora transennate e inagibili ma in queste ore insieme ai tecnici faremo l’ultimo sopralluogo utile e poi informeremo i cittadini per comunicare quali parti, il 2 novembre, saranno inaccessibili».