Fiona May contro i pregiudizi

Fiona May in attività

Venerdì pomeriggio incontro con la campionessa nell'ambito della rassegna "Ad alta voce"

FERRARA. Avere piena consapevolezza del proprio corpo davanti alle avversità, percepire lo spazio dell’altro durante una gara, superarlo o cedergli il passo: sono solo alcune delle conquiste interiori che hanno distinto la carriera di Fiona May in quanto sportiva, ma prima di tutto in quanto donna. Venerdì, alle 16, sarà ospite delle Librerie.coop per raccontarsi “Alle origini della sua passione”. Insieme all’atleta due volte campionessa mondiale di salto in lungo, “Ad alta voce” porterà in città Boris Battaglia e Paolo Castaldi, autori di "Pugni. Storie di boxe" (Becco Giallo), il capitano Tommaso Fantoni ed Eleonora Manfredini, campionessa del mondo di beach tennis. A presentare le loro esperienze sarà Marco Nagliati, firma della Nuova Ferrara.

«Ho iniziato facendo atletica a scuola, in Inghilterra, e non ho più smesso – esordisce Fiona May – Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone in una maniera che pochi di noi possono fare. Lo sosteneva Mandela: lo sport aiuta a concepire le diversità, ci educa a riconoscere i nostri limiti, ad accettare e a condividere le regole a favore del prossimo. Mi è stato fondamentale per concentrarmi. Sia in discipline come il calcio sia nelle cosiddette “minori” non esistono problemi di razzismo, di pelle. Ci si misura sulle proprie abilità».

La campionessa ha preso poi le parti delle pallavoliste della nazionale travolte da una polemica sterile. «È inutile discutere sull’origine degli atleti – motiva – Egonu e Sylla sono nate in Italia e si sono allenate qui. Sono italiane. Non deve emergere alcun pregiudizio nei loro confronti». Si è espressa in maniera netta pure sulla vicenda che ha colpito la lanciatrice Daisy Osakue. «Dobbiamo pensare a questa ragazza, ai suoi sacrifici. Ha vinto anche per noi. Non possiamo permettere che abbia paura o che rinunci alle sue soddisfazioni per un atto tanto superficiale. E meschino».