Ponte ko e strada chiusa Buonacompra in crisi come dopo il terremoto

la storia«Siamo isolati, come dopo il terremoto. E le attività del paese soffocano». Sono esasperati i residenti di Buonacompra: dal 3 ottobre via Pedagna – la provinciale 34 che collega il paese a...

la storia

«Siamo isolati, come dopo il terremoto. E le attività del paese soffocano».


Sono esasperati i residenti di Buonacompra: dal 3 ottobre via Pedagna – la provinciale 34 che collega il paese a Sant’Agostino – è chiusa a causa del ponte pericolante sul canale Angelino.

clienti dimezzati

Da quel giorno il passaggio dei mezzi è più che dimezzato, e l’isolamento in cui è caduto il paese non fa che ripercuotesi, togliendo ossigeno e incassi alle attività commerciali di Buonacompra. E i negozianti e le imprese del paese sono arrabbiati e preoccupati. Il rischio reale è che i clienti che prima arrivavano in paese, anche di passaggio, visti i problemi per raggiungere la frazione centese non tornino più.

Ad attivarsi in merito, il presidente della consulta di Buonacompra Rossano Bozzoli: «Per avere informazioni, ho contattato Roberto Lodi, sindaco di Terre del Reno. Mi ha riferito che è la Provincia che si sta occupando dell’opera. Cosa certa, il ponte è da rifare, verrà sostituito con un prefabbricato in cemento. I tecnici pare abbiano avviato l’iter di progettazione. Tempo minimo stimato per l’avvio dei lavori, dicono, tre mesi. Ritengo siano previsioni troppo ottimistiche».

Mancata comunicazione

Da qui, la richiesta lanciata dal paese di essere informato su tempi e iter di ripristino: «Chiediamo che Comune e Provincia ci tengano aggiornarci. Cosa che non è accaduta prima della chiusura della strada. Ad oggi poi mancano cartelli e segnaletica adeguata, e un programma della viabilità alternativo che possa essere utile a cittadini ed attività commerciali».

Un problema, sottolinea Bozzoli, che si ripercuote anche su un’attività come Agrilinea che ha fornitori anche esteri, trasportatori che arrivano alla fine della Cispadana e non sanno più che direzione proseguire.

disagi per tutti

Stessa cosa per la Minelli Garden: «Siamo arrabbiati – rimarca Matteo Minelli – perché la strada è stata chiusa senza alcun avviso. Anche ora, c’è il cartello con scritto per deviazione, ma per dove? Le strade ghiaiate si riempiono di traffico, i camion devono fare il giro per Cento. Un vero disagio per tutti. Tante le lamentele».

Gli effetti si sentono anche al bar tabaccheria Bertolino di Alessia: «Siamo isolati. Siamo tornati alla situazione del terremoto, quando il paese era chiuso dalle transenne, per la chiesa e il campanile inagibili». Per l’esercizio, un vero danno economico perché il traffico di passaggio è stato deviato e i clienti non arrivano: «In tre settimane le ricariche telefoniche sono passate dai 500/600 euro a 50 euro. Al massimo tre al giorno. Le colazioni più che dimezzate. Sono veramente arrabbiata. Nessuno ha la pretesa che il ponte venga sistemato in un giorno, ma almeno le istituzioni si attivino per farlo in tempi brevissimi. Il rischio è che in poco tempo le attività del paese chiudano».

Anche al forno, racconta la barista, il lavoro è più che dimezzato: «Se prima i clienti passando, si fermavano ad acquistare il pane già alle 7 del mattino, oggi fino oltre le 8 nulla. Chi passava per lavoro, o veniva a Buonacompra apposta per fare acquisti, oggi dovendo fare il giro per altre strade, non viene più. In più, chi devia sulle strade secondarie con limite d’accesso ai residenti, come via Canale Angelino, via Pioppeti e via Villani, rischia pure la multa. La municipale ne fa circa 20/30 al giorno».

stop alla fermata bus

Intanto anche la fermata dell’autobus Tper, come scritto in un cartello, è sospesa fino alla riapertura della provinciale. Ma quando?

«Speriamo riaprano in fretta vie Pedagna – spiegaAntonella Artioli della merceria Baraonda – perché i clienti che venivano una o due volte a settimana, oggi dovendo allungare la strada, vengono ogni quindici giorni. Visto il disagio, molti cambiano giro e non vengono proprio. Nessuno mette in discussione la sicurezza, ma le conseguenze della chiusura della viabilità sono insostenibili per questo paese». –

Beatrice Barberini

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