Omicidio Willy Branchi, caccia al dna dell'assassino

Il fratello Luca e l'avvocato Bianchi mostrano il volto di Willy Branchi dopo l'omicidio

Nuovo passo delle indagini, mentre in paese cresce la tensione

Omicidio Willy Branchi, il prete ancora indagato

GORO. Si apre la caccia al dna dell'assassino di Willy Branchi, il ragazzo assassinato una notte di trent'anni fa a Goro, omicidio ancora senza un colpevole. Ma presto potrebbero emergere svilpuppi importanti. L'avvocato di famiglia, Simone Bianchi, ha infatti annunciato nuovi esami e riscontri sulle tracce di dna già acquisite all'epoca dei fatti.

«Con le nuove tecnologie - ha spiegato oggi il legale - sarà possibile comparare il dna trovato sotto le unghie del povero Willy e il dna di una ristretta cerchia di persone, già nella disponibilità degli inquirenti. Ieri - ha aggiunto Bianchi - c’è stato un conferimento d'incarico in Procura da parte del dottor Andrea Maggioni (il sostituo procuratore titolare dell'inchiesta, ndr) per nuove analisi sui campioni che sono stati prelevati sul corpo di Willy nel 2015. L’incarico è stato conferito al dottor Matteo Fabbri, esperto di genetica. La famiglia ha nominato il dottor Lorenzo Marinelli, anche lui già consulente di parte nel 2015. Si ritiene che con le metodologie che nel frattempo sono state sviluppate, sia possibile individuare il dna appartenente a soggetti terzi, sui campioni già prelevati nel 2015».

"La verità farà male"

Intanto a Goro la tensione è tornata a salire, dopo che ieri sera il programma televisivo "Le iene" di Italia1 ha mandato in onda un ampio servizio sul caso. La visita dell'inviato Antonino Monteleone in paese, le sue interviste, o i suoi tentativi d'intervistare i testimoni già sentiti dagli inquirenti, Antonello Veronesi e Antonio Biolcati, quella al sarto di Goro nella sua bottega e le sue reticenze per paura che gli diano fuoco alla casa, i silenzi di don Tiziano Bruscagin, all'epoca e per decenni parroco di Goro e ora collaboratore pastorale di Villa del Bosco, nel comune di Correzzola (Pd), attualmente indagato per false dichiarazioni al magistrato. E ancora, la ricostruzione delle indagini dell'epoca, con il coinvolgimento di Valeriano Forzati, il "colonnello", poi scagionato da ogni coinvolgimento, sebbene la strage che fece al night club Laguna Blu di Bosco Mesola pare fosse proprio legata alle dicerie sul suo presunto coinvolgimento nell'omicidio di Willy Branchi, essendo comunque stato lui l'ultimo a vederlo ancora vivo.

Non solo. L'annuncio di una seconda puntata dell'inchiesta, con trailer già mandati in onda e da far rabbrividire per le ulteriori testimonianze raccolte, hanno appesantito e non poco l'atmosfera a Goro, tensione che si è subito riflessa con commenti pesanti arrivati anche al fratello della vittima, Luca Branchi.

Fiaccole nel buio

Ora, però, con i nuovi accertamenti sui dna, potrebbe essere la scienza ad abbattere il muro di silenzio che è stato alzato a difesa dei responsabili di quello scempio: le immagini di quelgiovanissimo volto straziato, mandate in onda ieri sera, tempestato di percosse e di colpi della speciale pistola che veniva utilizzata per uccidere i maiali, pretendono verità e giustizia. «Ho visto quelle immagini 27 anni dopo la morte di mio fratello, sono un pugno nello stomaco», ha commentato il fratello Luca. —

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