Antincendio Grattacielo: niente soldi e lavori, inagibilità più vicina

L'amministratrice scrive ai condòmini: progetti in ritardo e finanziamento incerto. Il sindaco Tagliani: senza atti concreti per rispettare le prescrizioni no alla proroga

FERRARA. Una ordinanza comunale ignorata, un finanziamento che non arriva e un progetto che, in parte, deve ancora essere approvato. I lavori per la messa a norma antincendio del Grattacielo sono in alto mare e a Palazzo municipale, che ha dato quattro mesi di tempo al condominio per eseguire l’adeguamento, stanno per esaurire le scorte di disponibilità, indulgenza e pazienza. A confermarlo il malcelato fastidio con cui il sindaco Tiziano Tagliani accoglie le ultime notizie che rimbalzano dalle due torri.

Prescrizioni e timori. E’ passato un anno e mezzo da quando i vigili del fuoco hanno scritto che il fabbricato non è dotato di un sistema di sicurezza antincendio in grado di garantire la necessaria protezione a chi vive nel maxi-condominio di via Felisatti. E oggi, dopo un’estate trascorsa invano, inizia a farsi largo la preoccupazione che la dichiarazione di inagibilità possa rappresentare un esito non solo possibile della vicenda. La conferma che lo scenario non circola solo tra i residenti più pessimisti arriva da Palazzo municipale.

«Abbiamo dato molto tempo ai condòmini per applicare le prescrizioni in materia di sicurezza antincendio richieste dai vigili del fuoco - ricorda il sindaco Tiziano Tagliani - Siamo andati incontro in ogni modo all’amministratrice e agli abitanti perché si potesse provvedere individuando le soluzioni più giuste. Nel giugno scorso abbiamo anche emanato un’ordinanza che fissava un periodo di 120 giorni per fare i lavori». Ma il barometro del Grattacielo, quasi a fine anno ormai, resta fisso sul brutto.

La sintesi in un volantino. La situazione è stata riassunta in una «comunicazione per i condòmini» a firma del’amministratrice Tiziana Davì. Sotto due annunci che riguardano l’attivazione del nuovo impianto di acqua fredda e l’accesso con codice all’ascensore della Torre A compare un aggiornamento «sull’adeguamento alla normativa antincendio». La ditta Cires, affidataria dell’appalto, non ha ancora mosso un dito avendo «subordinato l’accettazione dell’incarico alla concessione di finanziamento per l’intero ammontare dei lavori», scrive Davì.

Si tratta di una somma consistente, intorno ai 7/800mila euro per l’intero complesso. Ma occorre considerare che nei mesi scorsi il progetto originario è stato “spacchettato” e suddiviso in due ambiti: uno relativo alla messa a norma delle parti comuni e uno per gli interventi da eseguire negli alloggi privati (capitolo che dovrebbe assorbire la quota più consistente del costo totale dell’appalto). Gli appartamenti dovranno essere dotati di canne esterne di evacuazione fumi, in assenza delle quali non potranno essere abitati.

Il doppio binario. Questa soluzione consentirebbe di salvare il condominio, sempre se saranno messe a norma le parti comuni, dichiarando eventualmente l’inagibilità solo degli alloggi non in regola. Per la prima parte ci sarebbe già l’ok dei vigili del fuoco, per la seconda ancora no. Tiziana Davì scrive che «i ritardi nella ultimazione delle relazioni progettuali non hanno consentito ancora di assegnare l’appalto».

Due quindi gli ostacoli: l’indisponibilità del finanziamento di fatto blocca anche l’esecuzione dei lavori comuni, e poi c’è il ritardo dei progetti.

«Il problema è che se i lavori non saranno svolti resterà solo la dichiarazione di inagibilità dell’edificio - sancisce Tagliani - Chi ha fatto ricorso contro l’ordinanza per chiederne l’annullamento desidera che intervenga un giudice. Allora deciderà il giudice, ma poi quando il giudice deciderà non si venga a dire che l’abbiamo chiamato noi. E senza atti concreti per l’avvio del cantiere non ci potrà essere una proroga». —

Gi.Ca.

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