Triste melina sulle slot

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sui ritardi nei provvedimenti per arginare la ludopatia

FERRARA. Ricordate la norma regionale che prometteva di arginare la ludopatia, allontanando la tentazione delle slot da scuole, palestre e parrocchie? Era stata salutata con proclami altisonanti e condivisi sull’asse Bologna-Ferrara, quasi che il problema potesse essere risolto per legge, e in tempi rapidi. A distanza di oltre due anni dall’entrata in vigore del provvedimento, e dopo sedici mesi dalla delibera sull’applicazione dei nuovi divieti, resta lettera morta. La Regione frena, sulla scorta di un’interpretazione estensiva del termine da cui far scattare lo spegnimento o il trasloco delle macchinette mangiasoldi, che vale quanto un rinvio fino a tre anni; molti comuni fanno melina.


Prendi Ferrara, che per mesi ha traccheggiato sull’elaborazione della mappa delle zone vietate (incombenza che la norma assegna agli enti locali), chiamando in causa difficoltà tecniche e la pretesa necessità di riunire attorno ad un tavolo i portatori di interesse ed anche ora che l’elaborato è finalmente pronto – un cerchio attorno a ciascun luogo sensibile, perimetri chiari entro cui poter far entrare in vigore i divieti – continua a tenerlo chiuso in un cassetto. Nonostante il richiamo formale della Regione che lo attende. Con l’inedito e fragilissimo pretesto che la norma potrebbe un dì cambiare: perché applicarla, dunque? Il sillogismo è dell’assessora competente. Evito un commento lapalissiano, anzi evito proprio di commentare... Solo annoto la coincidenza della campagna elettorale alle porte, tempo che qualcuno può ritenere sfavorevole ad azioni amministrative energiche.

La questione è troppo seria per buttarla in politica.

Lo studio dell’Istituto superiore di sanità appena pubblicato, la prima indagine ad ampio raggio sugli aspetti medici della ludopatia, indica un milione e mezzo di giocatori problematici, con una netta predominanza di coloro che dipendono dalle slot. E che finiscono male, in bolletta e attaccati alla bottiglia. Persone deboli, che hanno bisogno di aiuto. Che non possono attendere.
Buona domenica.

Luca Traini