Grattacielo, incubo inagibilità. «Si apre un mese decisivo»

L’amministratrice Tiziana Davì: entro la metà di dicembre l’assemblea per i lavori. Per alcuni proprietari che possiedono molti immobili, il costo sarà molto salato, in un caso oltre 160mila euro. Senza ok al finanziamento l’ipotesi di un piano B per coprire le quote dei morosi.

FERRARA. «Si apre un mese decisivo per il Grattacielo. Entro la metà di dicembre capiremo se sarà concesso il finanziamento per i lavori urgenti di adeguamento alla normativa antincendio e come sarà ripartito il progetto tra parti comuni e spazi privati», annuncia l’amministratrice Tiziana Davì. È la risposta a chi paventa un esito negativo dei procedimenti amministrativi in corso (ordinanze e ricorsi), con sgombero e demolizione finale delle torri di via Felisatti. Una storia che resta aperta a qualsiasi epilogo.

L’annuncio dell’amministratrice è diretto ai “volenterosi”, chiamati a mettere i soldi sul tavolo perché senza l’assunzione di un impegno formale a garantire il rimborso del debito la finanziaria non concederà la somma richiesta. Si tratta di circa 350/400mila euro, indispensabili per effettuare i lavori sulle parti comuni mentre incombe la scadenza dell’ordinanza comunale che fissa in 120 giorni la “finestra” per la messa a norma del complesso edilizio.

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Quello che manca per arrivare a 700/750mila euro andrà a coprire il costo dell’intervento nei singoli alloggi, in particolare la realizzazione dei pressurizzatori che dovrebbero isolare l’appartamento, in caso di incendio, dalla tromba delle scale. La quota “privata” dei lavori di fatto separa il destino di ogni appartamento rispetto a quello del condominio. Chi non metterà a norma la propria abitazione rischia la dichiarazione di inagibilità dell’immobile ma il resto dell’edificio potrà continuare ad essere abitato. L’intervento “privato” è inserito in una variante al progetto originario che deve ancora essere autorizzata.

«La situazione, attualmente, è questa – prosegue Tiziana Davì – Venerdì scorso ho avuto un incontro con i rappresentanti della finanziaria che hanno annunciato che interverranno in assemblea per illustrare i particolari dell’operazione. La convocazione la farò all’inizio di questa settimana. Nei prossimi giorni dovremmo ricevere una nuova offerta per i lavori negli appartamenti mentre entro fine mese speriamo di ottenere l’ok del comando regionale dei vigili del fuoco alla variante». L’assemblea dovrebbe essere indetta per la metà di dicembre. «Non stiamo con le mani in mano – ribatte l’amministratrice a chi contesta i risultati della sua gestione – stiamo lavorando, e sodo». Cosa succederà se il finanziamento non sarà concesso? Davì fa capire che a quel punto dovrà subentrare una sorta di piano B. Insomma, se non si riusciranno a raccogliere i 350/400mila euro per avviare l’appalto sulle parti comuni se ne dovranno fare carico i “volenterosi”, versando i soldi anche per conto degli inadempienti. Maurizio Rossi, uno dei residenti più vicini all’amministrazione, è convinto che «il rischio è molto alto,ma troveremo una soluzione. Chi rema contro è in minoranza».

Il conto economico del Grattacielo conferma però che non sarà un traguardo agevole: sono numerosi, infatti, i residenti, stranieri e italiani, debitori di quote condominiali consistenti.  Per alcuni proprietari che possiedono molti appartamenti, inoltre, affrontare il costo dell'intervento per la messa a norma sarà particolarmente oneroso:  in un caso la spesa complessiva della rateizzazione, specificata sul bilancio preventivo, supera i 160mila euro. –

Gi. Ca.

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