Dipendenti, l’Asl ha definito il fabbisogno Nei prossimi tre anni oltre 230 ingressi

Si tratta di assunzioni a tempo indeterminato, previsto un potenziamento del personale per ridurre i tempi di attesa

Ridurre le liste d’attesa, migliorare i percorsi di accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali e ridurre i tempi programmati per gli interventi chirurgici, uno degli aspetti più critici - quest’ultimo - dell’assistenza sanitaria sul territorio. Gli obiettivi, nero su bianco, comunicati dall’Asl ai sindacati mirano a far compiere all’azienda un altro passo in avanti nell’“ottimizzazione” del servizio.

Nei giorni scorsi sono stati comunicati ai sindacati i numeri della pianificazione, riportati nel documento triennale del fabbisogno di personale. Tra quest’anno e il 2020 saranno assunti a tempo indeterminato oltre 200 operatori che saranno distribuiti nei vari servizi e sul territorio, dagli ambulatori agli ospedali. Secondo le previsioni formulate dall’azienda di via Cassoli indosseranno il camice 56 tra medici, odontoiatri e veterinari, 160 unità di personale del comparto sanitario (in particolare infermieri e oss), 13dirigenti sanitari e 2 dirigenti tecnico-professionali.


risorse incerte

I dati, precisa l’Asl nell’atto deliberativo, non sono definitivi, perché strada facendo si dovrà tenere conto della gestione aziendale e delle «esigenze di coerenza con la cornice finanziaria» in cui si inquadra il Servizio sanitario regionale, a sua volta legato alle scelte di finanza pubblica operate dal governo. Una precisazione comprensibile, se si tiene conto di quanto siano ballerine, in queste settimane, le cifre relative al prossimo bilancio dello Stato, sotto osservazione da parte dell’Ue e in procinto di essere “ritoccato” al ribasso.

Assistenza da tutelare

Con la manovra triennale l’azienda punta a migliorare ulteriormente la gestione dei servizi ambulatoriali e chirurgici. Per molte liste d’attesa, negli ultimi 2-3 anni, la riduzione dei tempi è stata visibile, anche se l’attenzione del sistema sanitario regionale si è concentrata in particolare su una cinquantina di prestazioni.

In sofferenza, come ha evidenziato anche una recente rilevazione effettuata lo scorso ottobre dalla “Nuova Ferrara” ci sono i tempi di alcune ecografie, Tac e visite specialistiche. L’obiettivo raggiunto, a partire dal 2017, è la piena sostituzione del personale in uscita e «il superamento del precariato, anche attraverso procedure di stabilizzazione».

La scelta dei profili professionali ha risentito dell’esigenza di potenziare «le attività assistenziali». Questo il motivo per cui spiccano le assunzioni di medici, infermieri e oss. La tendenza, se sarà confermata, è andare oltre il semplice turn over, traguardo che fino a qualche anno fa sembrava una chimera. Le tabelle confermano entro un paio d’anni un aumento delle risorse in campo (una ventina di unità equivalenti “full time”). —

Gi.Ca.

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