«Ha saltato il cancello ed è sparito nel buio». In via Guariento l’angoscia dei residenti

Il racconto della donna che per ultima ha visto il ladro in faccia: «Un albanese, forse un romeno. A un certo punto ho visto un’ombra» 

Inseguimento e sparatoria tra Ferrara e Rovigo

FERRARA. Sono stati tanti quelli che hanno udito (meno coloro che hanno anche visto) quanto accaduto lunedì sera, 10 dicembre, tra Pontelagoscuro e la veneta Santa Maria Maddalena. Certo c’è stato anche chi si è, suo malgrado, ritrovato a pochi metri dagli spari e dunque ha dovuto digerire anche una sostanziosa dose di spavento.

Parla un giovanissimo

Tra questi anche un ragazzino di 17 anni: «Erano circa le 23.20 di ieri sera (lunedì, ndr) e mi trovavo nella zona del campo sportivo di Pontelagoscuro assieme a mio papà. Stavamo camminando su via Venezia verso la zona più vecchia del paese, in direzione del Po. Abbiamo sentito un rumore secco che assomigliava a quello di un petardo assieme al suono delle sirene delle forze dell’ordine. Subito dopo – dice ancora il ragazzino – abbiamo visto comparire un furgoncino bianco da una trasversale di via Venezia inseguito da un’auto dei carabinieri e da un altro veicolo senza scritte o segni di identificazione. Era indiscutibilmente un inseguimento», ha proseguito il giovane nel suo racconto.



«Due/tre spari»

«Ho sentito il suono di altri 2/3 spari – ha riferito il giovane –, sembravano colpi di pistola. Il furgoncino, immettendosi su Via Venezia, curvando ha rallentato e l’auto dei carabinieri si è avvicinata molto. C’era un carabiniere, di fianco al posto del conducente, che era esposto con una parte del tronco fuori dal finestrino e il braccio puntato verso il furgone. Ho sentito altri spari mentre i due mezzi ci passavano accanto correndo a forte velocità e diretti verso via della Ricostruzione, e poi il Veneto. Io e mio padre – sono ancora parole del ragazzino – ci siamo nascosti dietro il muretto della palestra, mentre i veicoli si allontanavano e un’altra auto dei carabinieri con i lampeggianti accesi e le sirene inseguiva i due mezzi sulla vicina via Padova, prima della curva che precede il ponte sul Po. Ho sentito un altro suono forte, sembrava il rumore di un altro sparo, poi i mezzi sono spariti. A terra sono rimasti alcuni bossoli. Io e mio padre eravamo molto spaventati e siamo tornati a casa. Erano più o meno le 23.40».

L’ultima scena

Ancora più concitato è il racconto della donna che abita proprio in Via Guariento, a Santa Maria Maddalena, e che ha assistito alla fase finale di questo, per certi versi indefinibile, inseguimento. All’ultima scena, si potrebbe dire: «Stavo rientrando a casa – ha detto la donna ieri mattina – quando ho visto questo furgone bianco arrivare a folle velocità verso di me. Mi sono immediatamente scansata e ho notato che dietro al furgone stavano sopraggiungendo alcune pattuglie dei carabinieri».

«Mi sono riparata»

«Mi sono messa un po’ al riparo – prosegue la donna – e ho visto nitidamente che il Ducato è andato a sbattere contro il muretto di questa villetta – ci indica con la mano –, e qui è rimasto, non riuscendo, evidentemente, il conducente più a muovere il mezzo. Poi – prosegue il dettagliato racconto della donna – con un balzo il guidatore, forse un albanese, forse un cittadino romeno, ma sono impressioni, è sceso dall’abitacolo del furgone, ha scavalcato questa rete e poi non l’ho più visto».

I vicini sono turbati

Parlando con alcuni residenti di Via Guariento, l’impressione ricavata è stata quella di un fatto che ha turbato le persone, in una zona residenziale e molto curata dal punto di vista dell’arredo urbano della popolosa frazione Santa Maria Maddalena, Comune di Occhiobello, e di certo non abituata ad assistere ad episodi di questo tipo. Sono stati infine proprio alcune residenti a fornire gli investigatori dettagli che potrebbero rivelarsi importanti. –

Marcello Pulidori

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