Migranti, stop all’Asp. Sarà la prefettura a gestire l’accoglienza

L’annuncio del sindaco l’altra sera ai cittadini della frazione. Sala pubblica nelle ex scuole. Sicurezza: sì alle telecamere

FERRARA. Una settantina i presenti che l’altra sera hanno stipato la sala del bar Kamako, ex Casa del Popolo di Mizzana, per l’incontro col sindaco sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. «Non è vero che il Comune è disposto ad integrare la diaria dei migranti se questa viene ridotta - ha spiegato al pubblico Tagliani - noi non metteremo neppure un euro e l’Asp non parteciperà al bando come ho già annunciato al prefetto. Chiunque dica il contrario afferma il falso». Su questo punto ieri il primo cittadino ha precisato che si andrà verso una proroga della convenzione e del bando e che in un tempo successivo il bando dovrebbe essere gestito dalla prefettura. In pratica l’Asp non gestirà più la fase dell’accoglienza.

Le domande


L’iniziativa è stata promossa da un gruppo di residenti coordinati da Alberto Dolcetti e Marco Sarti. «Questa sera - ha detto Alberto Dolcetti aprendo i lavori - vogliamo parlare con il sindaco solo dei problemi di Mizzana che sono i migranti, un locale che ha creato problemi di ordine pubblico, la mancanza di una sede dove poterci incontrare, un parchetto senza luce, le continue incursioni dei ladri e la necessità di telecamere». Un elenco che è stato seguito punto per punto dal primo cittadino che ha iniziato a rispondere, sollecitato, sulle questioni messe sul tavolo. L’amministrazione metterà a disposizione - ha assicurato il sindaco - le ex scuole elementari per una sede riservata ai cittadini che vogliono incontrarsi mentre l’illuminazione del parchetto è già in programma. «C’è anche la disponibilità ad installare telecamere», ha aggiunto Tagliani.

«A Mizzana - ha proseguito - ci sono quattro edifici che ospitano migranti, meno di 70, e sono costantemente controllati. I governi degli ultimi anni, di ogni colore, non hanno predisposto niente sulle azioni da intraprendere una volta terminato il periodo di accoglienza. Il problema è stato scaricato sui sindaci che non riescono a rimpatriare i migranti senza permesso di soggiorno».

Un quartiere caldo

Su spaccio e furti, «si può valutare - ha detto ancora il sindaco - che i militari che presidiano il quartiere Gad controllino anche questa zona. I presenti hanno lamentato il fatto che il locale “Il Diverso”, che ha creato problemi di ordine pubblico ed è stato chiuso, potrebbe essere riaperto e i gestori saranno sempre gli stessi. «Si tratta - ha concluso Tagliani - di un circolo privato, con licenza di somministrazione di cibi e bevande, che è stato chiuso temporaneamente per motivi igienico-sanitari. Prima di riaprire dovrà superare i controlli della polizia di Stato, dell’Asl, vigili del fuoco e polizia municipale». L’assemblea si è sciolta con sindaco e presenti concordi nel ribadire che le regole vanno rispettate e chi trasgredisce deve essere punito.—

Giuliano Barbieri

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