«Già a febbraio quattro agenti Controlli in tutti i quartieri»

Il questore Giancarlo Pallini traccia il bilancio del primo anno di attività a Ferrara Locali non in regola nel mirino. «Qui la mafia nigeriana? Non abbiamo elementi» 

Quattro nuovi agenti nel 2019, il drappello dell’esercito in città per altri dodici mesi, massima attenzione alla sicurezza in tutti i quartieri del capoluogo e non solo in zona Gad. Il questore Giancarlo Pallini, da 13 mesi a Ferrara, traccia in redazione un sintetico bilancio del primo anno di servizio all’ombra del Castello durante lo scambio degli auguri per le festività.

Arrivi e partenze


Nel 2018 in questura sono entrati in servizio 16 agenti. «Dopo i 4 attesi per febbraio confidiamo in ulteriori arrivi, anche perché nel frattempo maturano i pensionamenti. Abbassiamo l’età media, i corsi si stanno svolgendo, vedremo...», afferma il questore. Intanto rivolge un ringraziamento ai cittadini ferraresi perché «non hanno fatto mancare la loro collaborazione alle forze di polizia sui crimini commessi in città».

L’omertà indotta assieme alle intimidazioni è il tratto distintivo dei fenomeni cosiddetti “mafiosi” rispetto all’attività della criminalità comune. La presenza di bande criminali organizzate e violente, composte da immigrati nigeriani che operano sul mercato dello spaccio degli stupefacenti in competizione fra loro, può rappresentare un indizio forte della presenza in città della mafia nigeriana?

«Lo spaccio della droga in sè non significa che il traffico degli stupefacenti e le attività correlate siano in mano a una o più organizzazioni mafiose. Noi - osserva Pallini - stiamo svolgendo un’attività che ha individuato gruppi di criminali attivi. Non abbiamo elementi però per dire ora che dietro ci sia la mafia nigeriana. Su fenomeni di questo tipo - anche in relazione alla nostra provincia - stanno compiendo un lavoro di approfondimento sia il vertice nazionale del Dipartimento di Pubblica sicurezza sia la magistratura».

quartieri e stalking

Il fronte della sicurezza a Ferrara, comunque, è più ampio del quartiere Gad. «Ci sono realtà come Pontelagoscuro o Mizzana ma anche il centro storico che meritano attenzione- ha evidenziato il questore - I nostri servizi non ignorano altri punti del capoluogo, anche se la zona Gad è molto controllata e presidiata. Pensiamo che l’arresto di tutte le persone implicate nell’agguato di via Morata sia un segno positivo che abbiamo consegnato alla città. Fino a ottobre abbiamo svolto 106 servizi straordinari. Sulla droga la domanda c’è, se un luogo viene controllato di più il mercato si sposta. E noi dobbiamo seguire questi movimenti».

Il Daspo urbano, che consente di allontanare chi crea disturbo o molestie, non è uno strumento particolarmente flessibile. Si è tradotto solo una volta in un provvedimento esecutivo perché richiede accertamenti approfonditi sulla condizione di disagio provocata dal sospettato. È stato più semplice, ed è stato possibile anche grazie alla mole di attività eseguita, sanzionare i negozi che rischiavano di creare problemi nei quartieri.

«Abbiamo controllato una cinquantina di pubblici esercizi - ha ricordato Pallini - e le sanzioni a carico dei locali sono salite da 15 a 25». È una delle varie sfaccettature dell’attività di prevenzione che comprende anche gli avvisi orali e i fogli di via obbligatori alle persone per reati come lo stalking o l’uso della violenza domestica, non sempre semplici da perseguire, in particolare la violenza in famiglia. Qui gli “ammonimenti” sono saliti da 25 a 38. «Puntiamo a sensibilizzare le donne, anche con incontri rivolti alle associazioni, perché segnalino queste situazioni fin dalle prime avvisaglie», ha concluso il questore.

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