Ferrara, altri due chioschi da abbattere

Occupazione abusiva di aree pubbliche, il Comune ordina la demolizione. Situazioni da sanare, ma è anche l’addio a una tradizione  

FERRARA.  Tra granatine, frappè, interminabili sfide a calcino (la definizione più ferrarese del calcio balilla) e confidenze tra vicini di casa, i chioschi dei gelati (ma non solo) sono ormai diventati un luogo dell’anima. Addio incontri tra famiglie, addio ragazzini alle prime uscite solitarie.

Addio estati speciali. Addio alle estati viste da questi specialissimi e rinfrescanti osservatori. Non di rado teatro di imprese galliche di giovanotti senza timidezze. Storie vissute e rivissute come fosse la prima volta. E che in questi chioschi si raccontavano molto spesso per salvare la memoria. L’ultima puntata è di qualche ora fa: in modo inappuntabile, il Comune di Ferrara ha attivato la procedura per la rimozione (saranno demoliti) di due chioschi, per la verità di un chiosco e di una vecchia edicola. Il chiosco è quello che assomiglia alla cupola di un ufo (come illustra la fotografia) e che si trova nei giardini del grattacielo, viale Po, di fronte a Porta Catena. In questi giorni (la visita de la Nuova Ferrara risale a ieri mattina) la condizione di quello che fu un chiosco concede parecchio al degrado. Dietro l’ex bancone, bottiglie rotte, lattine, sporcizia. Naturale che il Comune prima o poi intervenisse, applicando peraltro la legge in materia.


L’altra, come ricordato, è una vecchia edicola, attualmente addirittura transennata, che si trova in via San Maurelio 14/a, che da almeno 5 anni è chiusa. La prossima settimana - come precisa una nota dello stesso Comune di Ferrara - «avranno inizio i lavori di demolizione a seguito della scadenza della relativa concessione di occupazione di suolo pubblico».

A giorni demolizione. I riferimenti riguardano i due casi citati sopra. Per entrambe le strutture, come conferma l’Amministrazione Comunale, i proprietari non hanno provveduto alla demolizione e pertanto il Comune ha attivato la procedura con addebito delle spese. L’importo complessivo dei lavori è di 17.500 euro. L’abbattimento del chiosco/ufo, confermato ieri da fonti vicine al Comune, di via Po è prevista tra il 27 e il 28 dicembre. Nella zona Gad rimane aperto, per ora, un chiosco che serve preferibilmente kebab in via Cesare Battisti, il quale prosegue regolarmente la sua attività.

Il chiosco della famiglia Marino (che da anni si è trasferita in centro storico dove gestisce un noto ristorante), altro punto storico di incontro che si trova all’inizio di Viale della Costituzione, è stato messo in vendita ed attende quindi qualcuno che lo rilevi. Alcuni di questi chioschi hanno una storia “antica”. È il caso della “Siberiana” un chiosco/gelateria scomparso l’anno scorso dai giardini di via 4 Novembre, forse il chiosco più conosciuto di Ferrara. Altro luogo dell’anima è lo spazio (oggi vuoto) dove sorgeva un altro chiosco storico, Il Pinguino, chiuso anch’esso da qualche anno.

Luoghi di vita . Ma c’è anche una riflessione in più che questa storia ispira: la presenza dei chioschi potrebbe contribuire a far rivivere, pro quota, quella porzione di giardini, una operazione che, con modalità diverse, il Comune di Ferrara, guarda caso, ha già avviato da tempo. —