Sì ai rimborsi Carife Azionisti oltre il 30% solo con i riparti bondisti al 95% netto

Sparisce il filtro Consob ma ci sarà un decreto per l’accesso Clausola taglia avvocati e associazioni: niente compensi

Il rimborso per gli azzerati Carife, azionisti ed obbligazionisti, è legge e ora si apre il confronto sui dettagli, che come spesso succede saranno decisivi per capire quanti risparmiatori alla fine riusciranno davvero ad ottenere una parte di quanto perduto. Sì, perché la legge di Bilancio approvata in una nottata caotica al Senato sancisce di attingere ad un fondo statale per rimborsare gli azionisti «al 30 per cento del costo di acquisto», senza aggiungere «a titolo di acconto» come volevano i risparmiatori. Ci potranno essere dei riparti se la cifra di 525 milioni all’anno per tre anni non sarà spesa totalmente.

Chi può fare domanda


Potranno accedere al fondo i piccoli risparmiatori «di banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima dell’1 gennaio 2018 (per Carife venne disposta il 9 dicembre 2015, ndr)»; in presenza di «violazioni massive degli obblighi d’informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza». Parrebbe restare dunque il principio del misselling, cioè il riconoscimento della truffa, anche se in misura tutta da valutare. Il rimborso riguarda sia gli azionisti che i bondisti subordinati, in questa formulazione della norma senza distinzioni di reddito o patrimonio.

Quanto si può ottenere

Gli azionisti possono ambire appunto al 30% di quanto perso, mentre i bondisti «al 95 per cento» sempre del costo di acquisto. In entrambi i casi il limite massimo è fissato in 100mila euro e le percentuali possono crescere se le domande non esauriranno la dotazione del fondo, 500 milioni di euro l’anno. Chi ha un Isee inferiore a 35mila euro nel 2018 sono soddisfatti con priorità. L’indennizzo è riconosciuto al netto di «eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione», è il caso delle banche venete, «nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento» tipo Fitd, «nonché del differenziale cedole percepite rispetto a titolo di Stato di durata equivalente».

tempi e modalità

Toccherà ad un decreto del ministero delle Finanze, «da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge», definire le modalità di presentazione della domanda. Lì ci sarà scritto anche come funzionerà il filtro della «commissione tecnica per l’esame e l’ammissione delle domande d’indennizzo al Fondo, composta da 9 membri», che sostituisce la valutazione dell’arbitro Consob. La legge si limita ad indicare in 180 giorni il tempo per presentare la domanda.

C’è una novità rilevante: «La prestazione di collaborazioni nella presentazione della domanda, e le attività conseguenti, non rientra nell’ambito delle prestazioni forensi, e non dà luogo a compenso». Grammatica a parte, sembra chiaro che legali, associazioni o Caf non potranno fatturare prestazioni a questo titolo.

Stefano Ciervo

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