«Chiesa, politica, migranti Cattolici, impegnatevi»

L’esortazione dell’arcivescovo Gian Carlo Perego e i progetti in campo per il 2019 Più laicato e Unioni pastorali. Al governo: troppi errori su migranti e volontariato

Una energica tirata d’orecchie alla politica e un invito a impegnarsi a chi ne osserva il cammino, anche nel quotidiano, e deve scegliere. Pepata conferenza stampa di fine anno ieri, per il vescovo Gian Carlo Perego, che annuncia nel 2019 un ulteriore passo avanti del piano che prevede la nascita di nuove Unità Pastorali dopo quelle di Borgovado e San Martino, che hanno fatto da apripista, e assegna al laicato un ruolo sempre più da «coprotagonista» assieme agli organi classici della parrocchia (o dell’Unità pastorale) nella tessitura dei rapporti con la comunità locale.

Una scelta che si sposa con l’invito all’esercizio della «responsabilità politica», per usare le parole del messaggio papale per la Giornata mondiale della Pace, che si celebrerà l’1 gennaio 2019. L’esortazione è al recupero della «buona politica» e dei valori fondanti del percorso di ogni cattolico e buon cittadino: giustizia, equità, rispetto reciproco, sincerità, onestà e fedeltà. Valori da non dimenticare, sottolinea l’arcivescovo, mentre si sta per aprire l’anno nel quale convergono tre chiamate al voto per le elezioni amministrative, per le europee («l’Europa è una delle nostre case») e per le regionali.


risorse da condividere

Parole da abbinare a «comunione» e «corresponsabilità», con le quali il capo della diocesi esorta le parrocchie a rinnovare i Consigli pastorali e per gli Affari economici aprendoli sempre più al contributo del territorio, del laicato, dell’associazionismo e del volontariato. Un’apertura che trae linfa anche da una necessità crescente. «Il 10-15% di componenti di una comunità che frequenta la parrocchia non è più in grado di sostenere i lavori di restauro, ristrutturazione e conservazione degli edifici», sottolinea il vescovo, ma anche «le utenze e le spese ordinarie», anche perché a fronte dell’invecchiamento del clero e del prosciugamento delle vocazioni «mancano i bambini, i ragazzi, gli adulti, i catechisti». Agendo in accordo con le parrocchie e i vicariati, le nuove Unità pastorali condivideranno le risorse e tesseranno rapporti sempre più stretti con «un laicato che a Ferrara è ricco e competente, anche se un po’ nascosto» e che comprende realtà tradizionalmente vicine alla Chiesa come l’Azione Cattolica e gli “scout”, ma anche chi fa assistenza negli ospedali e sodalizi come “Ferrara Bene Comune” e “Ferrara Che Accoglie”. Sarà ripetuta, quindi, la Giornata del laicato.

vecchie e nuove priorità

Il tema immigrazione resta al centro della predicazione del vescovo, che è stato per 8 anni direttore generale della Fondazione Migrantes. Su questo terreno l’invito ai fedeli è ad essere attivi su temi «come inclusione, cittadinanza, ricongiungimento familiare, povertà». Aspetti su cui la politica (qui il vescovo cita gli ex ministri Maroni e Minniti e l’attuale ministro dell’Interno, Salvini) non ha dato «risposte adeguate» e, anzi, ha rilanciato lo stereotipo «dell’immigrato come capro espiatorio di tutti i mali».

Il «governo centrale», oggi, ci ha messo del suo colpendo il volontariato, «che tampona con la sua attività le carenze dell’attività politica ed è invece considerato complice di chi specula», e puntando su una «sicurezza» che non tutela «la dignità delle persone», che creerà tensioni respingendo un modello di accoglienza “diffuso” e produrrà , a causa della riduzione delle risorse, grandi concentrazioni di persone senza diritti alloggiate «negli alberghi». Una politica che oggi è chiamata a dare risposte “vere” anche su «scuola, pensioni, anziani e giovani».

Gi.Ca.

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