Rispunta il fondo Inail per Cona La Regione: per ora niente soldi

Il finanziamento dell’acquisto di un’ala dell’ospedale in un decreto presidenziale La somma prevista è di 75 milioni. Ma è subito polemica tra il M5s e la Regione  

Rispunta l’ipotesi di acquisto di un’intera ala dell’ospedale di Cona da parte dell’Inail. La storia è lunga e ha un trascorso, ormai, di quasi 20 anni. L’ultima puntata, per ora, è stata scritta la vigilia di Natale, quando il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, su proposta del ministro della Salute Giulia Grillo e del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha firmato il decreto che trasmette all’Istituto l’elenco degli investimenti raccomandati dalle Regioni e dal governo in ambito sanitario.

Cosa dice l’atto


Tra le 49 opere citate nell’allegato al decreto compare la compravendita di sei corpi di fabbrica dell’ospedale S. Anna contrassegnati con i numeri 34-35-36-37-38-39 per un importo di 75 milioni di euro. Un valore che supera di 10 milioni di euro quello che avrebbe dovuto sostenere, a suo tempo, l’inserimento dell’Inail tra i proprietari del fabbricato. L’importo variò nel tempo. Era di 120 miliardi di lire nel lontano 2001, quando l’Istituto assunse l’impegno che poi fu recepito in un protocollo firmato assieme agli enti locali e all’azienda sanitaria. Quel valore fu poi tradotto in euro e corretto successivamente al rialzo negli anni (65 milioni di euro). Alla fine però non se ne fece nulla. Una storia che risentì pesantemente del tortuoso e travagliatissimo cammino dell’appalto dell’ospedale ma anche delle vicissitudini dell’Inail che nei primi anni dello scorso decennio pagò il prezzo di inchieste giudiziarie e difficoltà finanziarie.

Nei piani della Regione il fondo avrebbe dovuto alleggerire nell’immediato l’ingente costo a suo carico: quei 65 milioni di euro sarebbero stati rimborsati all’Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro attraverso il pagamento di un canone annuale protratto per trenta anni.

La consultazione

Ma nelle pieghe dei ritardi e contrattempi che hanno marcato il percorso dell’appalto sanitario l’Istituto aveva infine ritirato la sua disponibilità.

La possibilità di un suo intervento sembrava ormai sfumata, ma negli ultimi 2-3 anni la Regione è tornata all’attacco e ha riaperto - lo confermò l’assessore regionale Sergio Venturi alla “Nuova Ferrara” nel marzo del 2016 - il dialogo sulla possibilità di riesumare il vecchio accordo. Da allora nessu’altra notizia significativa si è avuta sull’esito della richiesta. Nel frattempo il governo Gentiloni ha consultato le Regioni per compilare un elenco di interventi finanziabili da parte dell’Inail e l’Emilia Romagna ha compilato la sua lista. Il nuovo governo giallo-verde ha raccolto l’intera documentazione e ha inviato la richiesta degli investimenti raccomandati all’Istituto che ora dovrà decidere quali finanziare. A suggellare una storia di impegni, rinunce, critiche ed esposti (la Regione nel frattempo ha annunciato di avere accantonato quei fondi se non si raggiungerà un accordo definitivo con l’Istituto) c’è la polemica di questi giorni. Alcuni parlamentari M5s hanno annunciato la disponibilità di risorse per l’edilizia sanitaria regionale, in particolare per Parma, Modena e Piacenza. Nel decreto però è citata anche Ferrara. Ieri L’assessore regionale Sergio Venturi ha dichiarato che l’Inail ha a disposizione 700 milioni per gli investimenti immobiliari e che non si sa quali opere saranno finanziate con quei soldi. Una polemica che si fa accesa nell’anno in cui convergono elezioni amministrative e regionali.

Gi.Ca.

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