Courbet ha vinto la scommessa: «Un successo targato Diamanti»

I numeri: 107 giorni in parete, 76.053 visitatori e 711 biglietti al giorno. Boom di “stranieri” nelle sale dell’esposizione, pochissimi i ferraresi 

FERRARA. Palazzo dei Diamanti in questi giorni è nell’occhio del ciclone, ma al di là delle polemiche sul progetto di ristrutturazione è tempo di bilanci per la mostra “Courbet e la Natura”, che si è chiusa domenica dopo 107 giorni di esposizione proprio ai Diamanti. La rassegna ha riportato un buon successo, segnando 76.053 visitatori con una media di 711 biglietti al giorno.

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«Siamo molto soddisfatti del risultato, Courbet rappresenta un nome di peso dell'arte internazionale e per questo non è facile rappresentarlo al meglio senza semplificazioni - spiega Maria Luisa Pacelli direttore di Ferrara Arte, che sottolinea: «grazie alla rete di relazioni intrecciate con altri musei siamo riusciti ad offrire un'esposizione che ha totalizzato il 98% di gradimento tra i visitatori, un dato straordinario».

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Tra i dati da segnalare anche la vendita di tutte le 4.763 copie del catalogo: «mancava una pubblicazione scientifica in lingua italiana dedicata a Courbet e ci riempie d'orgoglio sapere che un prodotto editato interamente da Ferrara Arte permetterà a questa esposizione di essere fruibile anche dopo la chiusura della stessa», continua il direttore. Tra i visitatori, più della metà veniva dalla regione, con il 54,12% del totale, il 15,72% dal Veneto e percentuali sotto il 10% da Lombardia e Toscana. Buona la percentuale di stranieri, il 2,4, tanti francesi. Tra le città di provenienza dei visitatori, ai ferraresi solo il secondo posto con un 15,28% dei biglietti staccati, superati dai visitatori bolognesi che rappresentato il dato di maggioranza con un 20,19% del totale: seguono Ravenna, Modena, Padova e Venezia. Il primo cittadino, Tiziano Tagliani, sottolinea come «l'85% dei visitatori venga da fuori città, e questo dato dimostra come Palazzo Diamanti crei un introito turistico per tutta la città ma al tempo stesso sentiamo il bisogno di incrementare l'utenza locale».

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Grande soddisfazione anche da Chiara Vorrasi, curatrice didattica che sottolinea come «le attività realizzate sono state molto apprezzate. Da quella organizzata con l'associazione IlTurco che ha prodotto delle immagini inedite dei luoghi importanti per le scuole primarie al Progetto Lauter sempre per le scuole secondarie». —

Giulia Paratelli

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