Il Comune difende il progetto restauro, ma sui Diamanti si apre un confronto

Il sindaco Tagliani: non vorrei che questa polemica politica bloccasse un intervento che il Palazzo necessita 

FERRARA. Non si placa la disfida dei Diamanti e il dibattito politico e culturale si infiamma ancora di più - e non solo in ambito cittadino - ruotando attorno al progetto di restauro del palazzo rinascimentale. All’indomani della pubblicazione della petizione promossa dalla Fondazione Cavallini Sgarbi, nella quale oltre duecento persone sottoscrivevano la loro contrarietà a mettere mano alla storica struttura rossettiana, è arrivata puntale anche la replica dell’amministrazione comunale per uno scontro che appare anche di natura politica.

La risposta del Comune

Occasione propizia è stata la conferenza di bilancio della mostra di Courbet, esposta in queste settimane a Palazzo Diamanti. Dopo la lettura di dati e cifre per un bilancio positivo della rassegna, il sindaco Tiziano Tagliani è entrato nel vivo della contesa.«Ho già personalmente scritto a tutti i primi cittadini firmatari - ha detto Tagliani - per invitarli a Ferrara a discutere dell’intervento». Invito questo che il primo cittadino ha allargato a tutti firmatari della petizione e non solo. «Apriremo - continua il sindaco - un tavolo di confronto con gli organi del ministero con il quale il progetto era stato ideato nel 2017, prepareremo dei rendering di come i lavori verranno svolti e ultimati in modo da poterli mostrare a tutti i cittadini. Non vorrei che questa polemica politica possa far bloccare un intervento del quale il Palazzo necessita e che ha impegnato anni di progettazione e di iter che porterebbe, una volta realizzato, un beneficio non solo alla sede espositiva ma anche alla città e alle persone che vi lavorano».

Il progetto di restauro che prevede l’eliminazione dell’attuale copertura in plastica che unisce tramite una passerella di legno le due diverse ali dello stabile per sostituirlo con un corridoio in vetro, apribile all’occorrenza che potrà essere utilizzato anche come spazio espositivo in talune occasioni. Una struttura moderna che secondo la famiglia Sgarbi fa a pugni con la struttura preesistente al punto di parlare di manomissione.

Muti tra i firmatari

Tra l’alto proprio Vittorio Sgarbi ieri comunicava un altro firmatario: «Il maestro Riccardo Muti mi ha scritto chiedendo di aggiungere la sua firma nella lunga petizione. Scrive di aver letto l’assurda storia di Palazzo Diamanti e di condividere la petizioni».

Palazzo Prosperi

Il vicesindaco Massimo Maisto ha respinto l’idea di usare il dirimpettaio Palazzo Prosperi-Sacrati come luogo espositivo. «Questa sede - dice - non può essere utilizzata come sede sostitutiva ai Diamanti, non per parere contrario dell’amministrazione ma per caratteristiche tecniche di impossibilità a contenere mostre della portata di 80-100 mila visitatori come quelle che si organizzano ai Diamanti. Prosperi Sacrati potrà essere utilizzata come sede espositiva per esposizioni differenti vista la diversa conformità dei suoi spazi».

Servono più spazi

Maria Luisa Pacelli, direttore di Ferrara Arte spiega come «Palazzo Diamanti necessiti di spazi ulteriori come tutti i musei di tale importanza hanno. Pensiamo alla mancanza di aree per le attività didattiche, della mancanza di una caffetteria interna, alla possibilità di fornire dei servizi igienici adeguati, all’allargamento del bookshop solo per citare alcune voci». —

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