Lei si ritrova foto sexy su siti d’appuntamenti. L’ex finisce a processo

Il processo sulle foto sexy è spostato al tribunale di Ferrara

Commerciante ferrarese imputato per diffamazione aggravata: si sarebbe spacciato per la donna facendo avances. Procedimento spostato in città

FERRARA. Le sue foto erotiche comparivano sui più cliccati siti di incontri a carattere sessuale ma la colpa era del suo ex ferrarese. Lei, una commerciante cinquantenne di Mogliano, in provincia di Treviso, all’apparenza si proponeva sul web per tête-à-tête piccanti, con tanto di numero di telefono da chiamare o mail a cui scrivere per fissare gli appuntamenti. E così vari uomini si erano presentati a casa sua, o davanti al suo negozio, convinti che di lì a poco avrebbero trascorso attimi bollenti con la donna. La quale però era totalmente ignara che gli scatti erotici al tempo inviati al suo compagno, da cui poi si era separata, fossero finiti sul web nel modo peggiore.


Era il 2014 quando i primi scatti sexy erano stati pubblicati sui siti erotici e, subito dopo, erano partite le telefonate e gli appostamenti degli uomini che l’avevano scelta sul web. La donna si era rivolta direttamente ai siti per chiedere l’eliminazione delle sue fotografie. E in effetti gli scatti sparivano per un periodo e poi venivano ricaricati, con il risultato che si impennavano le richieste di contatto con lei e pure le richieste di amicizia su Facebook. La cinquantenne aveva denunciato tutto alla Polizia postale attraverso varie querele e le indagini, coordinate dal pubblico ministero Massimo Michelozzi, avevano portato a iscrivere sul registro degli indagati l’ex compagno della donna, un commerciante di Ferrara suo coetaneo (di cui omettiamo le generalità a esclusiva tutela della donna), con le accuse di diffamazione aggravata perché avvenuta usando il mezzo di Internet e di sostituzione di persona. L’uomo, infatti, stando alle indagini si sarebbe anche spacciato per la sua ex compagna nel contesto di alcune chat erotiche, illudendo gli uomini che conversavano virtualmente che dietro quell’account ci fosse una donna.


Ieri, a Venezia, è stata celebrata la prima udienza del procedimento a carico dell’uomo. La donna e il figlio, quest’ultimo vittima di riflesso della supposta diffamazione a carico della madre, si sono costituiti parti civili per ottenere il risarcimento del danno subìto. Ma l’udienza che si è subito incagliata perché il difensore dell’imputato, Luca Scaglianti, ha sollevato l’eccezione dell’incompetenza territoriale: il processo, a suo dire, deve essere celebrato a Ferrara, dove il reato eventualmente si sarebbe consumato. E il giudice, al termine della camera di consiglio, ha accolto l’istanza della difesa. Risultato? Il procedimento è stato spostato a Ferrara e dovrà ripartire da zero o quasi. Le parti civili già in fase di indagini avevano manifestato le loro perplessità sull’individuazione della competenza del tribunale di Venezia, chiedendo che il fascicolo andasse a Ferrara.